Viaggio

 

 

 

Introduzione

 

 

Prima della creazione siamo stati da sempre nella Mente di Dio, suo divino progetto come tutto il Creato.

Il Creatore dell'universo, a coronamento della Sua opera, creò alla fine l'essere umano, perché amasse il suo Creatore e lo creò a Sua immagine, dotato di intelligenza e di anima immortale. A lui fu sottoposto l'universo intero.

Se non fossimo liberi non saremmo a immagine di Dio ma come le altre creature, soggette all'istinto o a determinate leggi naturali. Questa libertà indusse l'uomo al peccato, perchè il suo io, il suo egoismo, per amore di se stesso si allontanò dall'amore di Dio. Questa trasgressione gli inculcò il desiderio di cercare, con superbia, nel male, che non conosceva, la felicità che solo in Dio poteva trovare.

Ma nel Regno eterno di Dio il male non esiste, quindi dovette cercarlo nel tempo e nel tempo il male gli fu sempre compagno e, poiché tutto era stato creato per lui, tutto il creato ne fu contaminato e il male fu innestato nella natura che lo continua a trasmettere.

Il tempo è una parentesi in seno all'eternità e la vita dell'uomo nel tempo è un viaggio durante il quale egli cerca la felicità perduta, desiderio che la natura stessa gli trasmette, ma offuscato dal peccato, per cui spesso egli cerca questa felicità nell'errore.

Dio però non ha per questo abbandonato l'uomo che Egli ha creato per amore, e, nella pienezza dei tempi, il Verbo si è incarnato, per insegnare agli uomini che cos'è il Regno di Dio e come e dove trovarlo:"Io sono la Via, la Verità, la Vita".

Chi accoglie e osserva questa Verità, durante il suo viaggio nel tempo imparerà a spogliarsi del proprio io, del suo egoismo, e nell'altruismo, cioè nell'amore del prossimo, farà esperienza del vero amore. Così si riscatterà dal peccato originale per i meriti di Cristo, di quella Verità che gli ha insegnato la Via giusta, che a Lui è costata la propria Vita per ridare all'uomo la vera vita, quella che per la sua trasgressione aveva perduto.

Al prezzo di quel sangue divino l'uomo, sempre libero, può ritrovare, se vuole, la sua salvezza.

La parentesi del suo tempo si chiuderà quando sarà finito il suo viaggio, ma la sua vita continuerà nell'eternità e, se nel tempo ha viaggiato sulla via che Gesù gli ha insegnato, cioè secondo il Vangelo, ritornerà purificato e redento nel Cuore di Dio.

 

 

 

Viaggio

 

Sole, tanto sole…..

Profili di monti,

distese d'azzurro mare

e poi il verde dei campi,

vasti orizzonti,

più tardi bagliori di fuochi……

Un tuffo nel mito e nel passato,

nel mondo dei lontani avi

fino ai primordi…….

E poi il cemento che invade

La Conca d'oro,

come la realtà

che fuga il sogno…..

E dopo il treno la nave,

la notte…….

Echi lontani di poesia,

che mi suggeriscono

mete più lontane:

anche la vita è un viaggio…..

Dal grembo materno,

al di là del grembo dell'universo,

dinanzi a Dio

essa conduce.

 

 

 

Sepolcro imbiancato

 

Mi sento

un sepolcro imbiancato…..

Quanta tristezza

è nel cuor mio…..

Ma se penso che Lazzaro

dal buio e dalla putredine

con immenso amore

hai risuscitato,

il cuor mio trova conforto,

mio Dio, che per salvarmi

ti sei incarnato.

 

 

 

Inverno

 

Un candido manto

disteso sui tetti…..

Pochi uccellini

sui comignoli

treman di freddo

e beccano la neve…..

 

Dietro una finestra

sferruzza

una mamma

e i piccolini

si tengono stretti

alla sua gonna.

 

Beve la vernaccia

vicino al camino

un vecchietto

e brillano

i suoi occhi

alla fiamma.

 

Porta il vento

mesti rintocchi,

pregano i frati

nel freddo convento,

si perde lontano

il suon d'una zampogna…..

 

 

 

Notte di Quaresima

 

Alta è la notte

e nera.

Lo scrosciar

della pioggia

sui vetri,

triste,

all'alma rivela

il pianto del cielo.

Lassù

neppure una stella:

un manto nero.

Nella notte profonda

il lento cader

della pioggia

spezza il silenzio

e violento s'ode

il fragore dell'onda,

che flagella la scogliera

nella notte

cupa e nera.

 

 

 

Servire Dio

 

Non conta il tempo di fronte all'eternità,

ma servire Dio con amore ed umiltà.

Nel Vangelo si parla dei talenti

e quelli son veramente valenti

i quali, ancorché a sera, (beati se dal mattino)

realizzano il progetto divino.

Dio è paziente e misericordioso,

ma noi offendiamo il cuor suo generoso

e, prima di fare la sua volontà,

spesso viviamo nell'indegnità,

privi della sua grazia e del perdono.

Ma Lui è sempre tanto, tanto buono

e ci aspetta con molta pazienza

e perdona ogni nostra indifferenza.

In cambio di tanta sua bontà

ci chiede solo un po' di carità

e di tanta virtù ci dà l'esempio,

perché nessun col prossimo sia empio.

Empio? E'un peccato contro Dio!

Sì, ma chi ama soltanto il proprio io

e del suo prossimo per niente si cura

pecca contro Dio, per sua sventura.

Ogni uomo è caro al Creatore

e chi l'offende a Lui trafigge il cuore,

ce lo insegnò con l'esempio e a viva voce

quando per tutti morì sulla croce.

Ma chi è pronto a perdonare il nemico,

(Gesù lo promette, non io lo dico)

pur di sua vita nell'ultimo momento,

del perdono avrà il lieto evento:

rinascerà con la benedizione!

Ma, se facessimo meditazione

sulla vita di tanti beati e santi,

vivremmo in continua preghiera e canti,

perché chi ama Dio, in questa vita

vive in continua gioia, infinita,

se i talenti non ha sotterrato,

compie il bene e non fa mai peccato.

 

 

 

Filo diretto

 

Dio conta i capelli del mio capo

e sa quando pecco col pensiero,

così conosce anche

il mio più grande desiderio,

che è quello di amarLo,

ma di amore vero.

E se io questo Gli chiedo,

Egli che disse:"Tu chiedi e io concedo"

mi darà quel che bramo.

E, se pur mi trovassi

in una valle oscura,

dicendoGli col cuore:"Io Ti amo"

come fra le sue braccia

mi sentirei sicura.

Oh, Tu che mi custodisci,

o mio Angioletto,

fa che giammai si spezzi

fra me e Lui

questo filo diretto!

 

Il dolore ci unisce

 

 

Tu sei il buon Dio

e io misera schiava del mio io,

Tu sei la perfezione

e io il peccato sempre in azione,

Tu sei la sorgente di ogni pregio

e io sol di difetti mi fregio……

Fra Te e me c'è abisso infinito

e non basterebbe ad avvicinarci

il cuor pentito.

Finalmente

sulla croce siamo uniti:

Tu sei il buon Dio

io ancora il peccato……

Ma sulla croce ai cuori contriti

tutto Te stesso

con generosità hai donato.

Scompare sulla croce, soltanto,

ogni distanza come per incanto:

la forza portentosa del tuo amore

santifica la sofferenza

e ogni distanza muore.

Non è falsa retorica:

il dolore ci unisce al Redentore.

Benedetto chi soffre con pazienza!

Il Salvatore ne ha dato prova pletorica

quando ci ha salvato con clemenza,

dalla croce perdonando con amore,

abbracciandoci nell'umana sofferenza.

 

 

 

Sul tuo Cuore

 

Forse Ti chiedo troppo, mio Signore,

ma l'unico, più grande, desiderio mio

è di appoggiare il mio capo sul tuo Cuore

in dolce, santo, divino fervore:

che sia l'ultimo, irripetibile conforto

in questo cupo esilio di dolore,

ma il primo e senza fine

nel regno luminoso

dell'eterna pace e dell'amore.

E passare così dolcemente

da questa vita di pianto

a quella eterna,

come per incanto.

 

 

 

Nell'attimo fuggente

 

A nuova e vera vita io sono nata

nell'attimo gioioso in cui,

indegnamente da Te privilegiata,

Tu, sole eterno, per grazia e misericordia,

di piena luce mi hai illuminata.

Né del passato e nemmeno del  futuro

di nulla affatto, nel tempo attuale, mi curo:

per me esiste l'attimo fuggente,

che a Te mi unisce nell'eterno presente.

E quello che per me, solo, è importante

è che quell'attimo per Te

io viva solamente,

nel combattimento con la miseria attuale,

annullando in me ogni vanità

e accettando sempre la tua volontà

per trovare solo in Te la Verità,

in che coincide il presente con l'eternità.

Fa, o mio Dio, che nell'attimo fuggente

io sia in Te e Tu con me

eternamente. 

 

 

 

Misterioso amore

 

Che un Dio grandioso e creatore

si faccia Uomo e nostro Redentore

senz'altra causa

che purissimo amore

e sulla croce finisca il suo patire

morendo con tortura e pena atroce

è un pensiero che mi fa soffrire:

mi tormenta come possa avvenire

un tal mistero,

sebbene nella mia mente                                     

fioco barlume sia il mio pensiero

in confronto al vero.

Ma soprattutto mi tormenta il cuore

come di fronte a tanto amore

io non muoia per il mio Signore.

Perché, pensiero,

tu non impazzisci?

E tu, cuore,

non ti spezzi?

E ciò che ti circonda non disprezzi,

anima indegna?

Che vivere dovresti solo nella brama

che la vita si arresti,

per scoprire nell'eternità,

unita al tuo Signore,

la sorgente dove il Creatore

la forza attinse

per morir di tanto amore.

 

 

 

Un manto di miseria

 

Perché non m'illudessi

di meritare alcun vanto

di miseria hai permesso

che mi pesasse addosso un manto.

Sotto quel manto, ahimè,

l'anima mia s'anfratta

e la miseria sovrasta sempre intatta.

Spesso mi sembra di non aver peccati,

ma, o tormentoso dubbio,

forse ci sono, ma dimenticati,

e, nell'intimo della coscienza,

questo dubbio mi addolora

con grande frequenza.

Potrebbe essere una tentazione

che, crudele tormenta la mia mente

dove il demonio spadroneggia

e a mio danno s'annida sovente….

Un vero martirio spirituale

su cui, però, la grazia divina,

benefica, sento che aleggia.

Della miseria mi toglierai il manto

dopo che avrò sofferto con pazienza

nell'umiltà e nella penitenza.

Dopo sospirata espiazione,

perdonata sarò finalmente

e allora della tua santa clemenza

Ti ringrazierò devotamente.

Ma quando del gravoso manto

sarò alleviata, vuol dire

che sarò già nell'eternità

e allora d'ogni peccato, per tua grazia,

mi sentirò veramente liberata.

 

 

 

Come Archimede

 

Come Archimede

bruciò le navi nemiche

alla luce del sole,

così, o Signore,

alla luce della tua grazia

brucia e distruggi il male,

che in me s'annida,

la vanità spirituale

che diventa la mia croce:

in sua balia essa mi conduce

in un mare dove temo di affondare

e cerco invano la luce.

Ma io T'invoco, divino Sole, che

incenerisce il male,

salvami dal nemico

che la mia anima

tenta di conquistare

e alla mia supplica, Ti prego,

per tua benignità

non ti occultare, resta a me vicino,

tendimi, pietoso, la mano

quando arduo diventa il cammino.       

 

 

 

Gloria a Dio

 

La mia piccolezza glorifica la tua grandiosità,

la mia grettezza la tua magnanimità,

la mia miseria la tua maestà,

la mia debolezza la tua onnipotenza,

il mio pentimento la tua misericordia,

il mio respiro glorifica la tua eternità,

e il mio peccato la tua santità,

perché al buio dell'anima mia, per tua grazia,

più luminosa la tua luce risplende;

tutto in me Ti glorifica

perché dalla mia bassezza

io Ti amo, o mio Dio,

Ti cerco, Ti desidero,

Amore puro, beatificante!

Sollevami nel Cuore della Carità,

conducimi nell'Occhio della Verità.

 

 

 

Oh poveretta!

 

Ingioiellata, ammirata e corteggiata

hai l'aria di chi la felicità

l'ha proprio trovata.

Ma quanto, o poveretta, durerà

questa che in apparenza è felicità?

Sospesa è a un filo molto delicato:

non ha il rinforzo di Dio

che ti ha creato.

Tu a questo non hai pensato

e la vera felicità

hai da te allontanato.

E, quando un giorno

il sogno svanirà,

di questa falsa felicità

che cosa più ti resterà ?

 

 

 

Accetto la tua volontà

 

"Quanto distante è la terra dal cielo

tanto dal vostro lo è il mio pensiero"

e poiché quel che Tu vuoi

è giusto e vero

io accetto la tua volontà,

perché questa è santità.

Nella Santa Messa ho sentito:

"Egli faccia di noi

un sacrificio a Te gradito"

ed io, fedele della Chiesa all'invito,

spero portare pace e bene

al mondo intero secondo il tuo ordito

e, ancorché vile strumento,

poterTi ancora e sempre servire,

con impegno e umile intento,

nell'Ordine Francescano Secolare

per poterTi con gioia benedire

ed eternamente lodare.

 

 

 

Satanico delirio

 

Musica assordante da una discoteca…..

Luci al neon fosforescenti, lampeggianti……

Spari…….anch'essi assordanti……

Un urlo……un fischio……un sordo boato……

Allarme……fughe……inseguimenti……

Attentato? Rapina in banca?

Stridio di frenate, rombo di motori……

Sirene spiegate……

I feriti e i morti…….Non potevano mancare!

Quindi altre urla, altro vociare……

Alle origini era il caos……

Poi luminosa la luna

in un cielo sereno……

Essa ispirava i poeti…….

Oggi la luna non ispira più i poeti

e i pochi ispirati dalla luna,

volutamente sono ignorati.

Ai canti lunari

a lode della sublime Verità

si preferiscono frasi ingarbugliate,

che spesso non dicono niente,

ma rispecchiano

la caotica realtà.

Era bello il caos……

L'uomo ha nostalgia

del caos……

Ancestrale richiamo

o fatale ricorso?

Il sangue sparso,

anche quello innocente,

non lascia più rimorso…..

E' ancora bello il caos

e l'uomo ama la guerra…..

E la vita oggi su questa terra

è una tregenda,

vissuta in un satanico delirio,

in un feroce tripudio……

su corpi straziati

di vittime innocenti.

 

 

 

Da una spina un fiore

 

Ogni sofferenza accetto

dalle mani del Signore

e se anche a me,

come a chiunque ne è affetto,

essa causa timore, ansia,

a volte qualche sospetto,

e sempre è, comunque, una spina

che il cuore fa sanguinare nel petto,

io quella spina intendo santificare,

come dono l'accetto

e umilmente mi prostro

dinanzi al divino cospetto.

Il mio Gesù quella spina

la pone insieme

con quelle della sua passione

e, per grazia divina

del suo amabile Cuore,

da quella spina

fa sbocciare un fiore,

che a Lui mi unisce nel profumo

della divina Redenzione.

Ma perché ciò avvenga,

o mio divino Creatore,

fa che il maligno mai spenga

quella scintilla d'amore che Tu

mi hai trasmesso nel cuore.

 

 

 

Pace idillica

 

Lungo una strada assolata

o in un sentiero di montagna,

dove la campagna è desolata

e s'ode appena un suono di zampogna,

talora ancor tra siepi, rovi e spine

e nell'inverno freddo

fra i ghiacciai o su per le colline

tranquillo sempre e lento vai.

E io ti guardo, piccolo gregge bianco,

e ammiro, o pecorelle che belate,

il vostro andare calmo e

un senso di pace voi mi date…..

Voi pascolate, bianche tutte e belle,

la tenera erbetta che trovate

e il tintinnir delle campanelle,

che al collo, ignare, voi portate,

si fa sentire lieve

al lontano viandante,

che va sotto il sole o sulla neve.

E il piccolo gregge gli dice

che in questa povera terra

può vivere anch'egli felice

se lascia gli affanni e le cure

per vivere nella pace

sempre con tanto amore

per tutte le creature….

Anch'io spesso vagheggio                                                                          

con intensità la grazia

di cotanta semplicità

in che consiste la pace dei cuori…..

O santa, umile vita dei pastori!

 

 

 

Un mondo di luce

 

Un mondo di luce

e intorno silenzio,

amore e tanta pace.

Nulla più conta

a me d'intorno,

né quel che fu

né quel che sarà:

mi sento con Te beata

in seno all'eternità…..

Ma spesso,

come adesso,

Ti sento lontano,

anzi, o buon Gesù,

con mio tormento,

io non Ti sento più.

Era illusione

o solo un desiderio?

O il sogno di un momento

senza riscontro nella realtà?

O mio Signore,

fammi sentire ancora

la Tua presenza

nel conforto della Verità.

 

 

 

Straordinario dono

 

 

L'evento di un atavico passato

mi ricorda che di fango

sono fatta e di peccato,

quel che di buono si riscontra in me

è solo dovuto al Tuo operato,

poiché con alito divino

il Tuo spirito mi hai comunicato.

Ed io, a Tua immagine creata,

solo per amarTi sono nata.

Della Tua somiglianza io sol mi vanto

e Ti lodo e Ti ringrazio e gloria canto

a Te, divina Onnipotenza,

unico per giustizia e per clemenza.

O genere umano privilegiato!

Anche se di fango Dio t'ha creato

solo da te vuole essere amato

e un'anima immortale Egli t'ha dato,

solo a te nel cosmo sconfinato.

E questo straordinario dono,

nonostante la gravità del tuo peccato,

essendo unico e prodigioso,

su ogni altra creatura ti ha elevato.

Puoi amare Dio e osannarLo festoso,

con gratitudine per la vita intera,

solo tu nell'immenso creato,

grazie a Cristo che ti ha riscattato.

Il Creatore con umana passione

compì la divina redenzione,

dal fango del peccato ti ha lavato

e col suo sangue, ancora per amarLo,

con amore ti ha purificato.

 

 

 

La fonte dell'amore

 

Dio è la fonte dell'Amore e con amore

per noi si è incarnato:

"Nessuno ama più di chi dà la vita"

e per noi della divinità si è spogliato,

salvando col suo sangue

ogni pecorella smarrita.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

in tre persone sono un solo Dio,

fonte inesauribile d'amore,

e nel cerchio di Dio, Uno e Trino,

dall'Amore ogni male è annientato.

E se un'anima si bea d'Amor divino,

ogni ostacolo umano superato,

con cuore puro, limpido e pulito,

Colui ch'è Amore supremo e vero,

per cui gioisce l'universo intero,

a Sé la chiama con divino invito,

nel mistero di Dio la sprofonda

e di luce divina la inonda.

 

 

 

La Verità

 

O Pilato, Pilato, potente e pusillo,

quale compito iniquo t'è toccato

quando, ligio ai Romani,

per viltà ti lavasti le mani.

Quanto colpevole eppur tranquillo!

La coscienza hai fatto tacere

accettando accuse false come vere.

Ti domandi che cos'è la verità!

E non credi a Gesù che l'ha svelato,

perché il potere l'occhio t'ha offuscato.

La Verità, a te presente, non vedi

in Colui che è Verbo incarnato.

Anzi con cuore veramente ingrato

lasci che sia di spine coronato

e permetti che avvenga, tuo malgrado,

che sia vie più tribolato

dopo essere stato flagellato.

Per scherno"Re dei Giudei " blasonato,

o Sommo Iddio, quanto fosti umiliato!

Unico Dio, dei pagani e degli Ebrei,

re di tutti, non solo dei Giudei!

Chi tanta potenza ti ha donato,

uomo spregevole e meschino,

se non Colui che tu hai maltrattato

pur essendo l'Eterno, Uno e Trino?

Tu che cercando vai la verità

non vedi, cieco sventurato,

come solo potente sia Colui

che dal nulla, come tutto, t'ha creato?

Ecce Homo! Incredibile ma vero!

In due parole un Dio tu hai annientato.

Ma per queste parole il mondo intero

dal peccato col suo sangue Egli ha salvato.

E tu sarai nei secoli dei secoli

da tutti il vero condannato.

Dio è Verità: crea, redime,

senza inganno e senza frode,

muore, risorge e, Sommo Bene,

nella sua Trinità, eternamente gode.  

 

 

 

Come un ladro

 

O mio Gesù, ho peccato…..

Non è mortale,

semplice maldicenza…..

E dopotutto…..

Dicevo la verità …..

Ma ho dimenticato

che Tu sei Somma Carità.

E nel cuore Ti ho pugnalato!

Perché buoni e cattivi,

tutti

hai Tu sempre amato.

Tuttavia col Sacramento

ecco che tutto è perdonato.

Io non temo l'inferno:

per me,

ancora,

Tu hai pagato.

O mio Dio!

 

Ma questo è il mio peccato!

Ho tradito la mia virtù

quando ho sparlato,

ma più grave è la colpa

d'averTi ancora flagellato.

 

Mi sento come un ladro

che sa di non essere condannato:

un tesoro egli ha rubato,

in cuor suo sarebbe già appagato,

ma un innocente

è vittima,

al posto suo condannato,

che per lui,

amaramente,

ha pagato.

Il tesoro che io Ti ho rubato

è il perdono, che a Te

un'altra piaga è costato:

Tu mi hai perdonato,

ma al prezzo del tuo sangue

per me

hai Tu pagato.

 

Perché continuo a farTi sanguinare?

E Tu continui sempre,

continui

a perdonare……

Come un ladro sento il rimorso

del perdono che non ho meritato:

alla Tua bontà infinita,

con mia massima colpa,

ancora,

io l'ho rubato.

 

E il tuo corpo……

Oh, com'è piagato……

 

 

 

Erice

 

Della Sicilia sugli estremi lidi

ti ergi, maestosa, terra di canto,

d'ogni parte turisti a te conquidi

col mistero profondo dell'incanto.

Te, germe illustre di Citerea,

mentovò il Poeta mantovano,

te visitò il pio eroe Enea

quando Iulo conducea per mano.

L'oste romana pugnando valorosa

squillò contro il Punico vittoria:

dalla cima al lido ormai famosa,

il nome tuo risuonò di gloria.

Il mito, la storia, la natura,

insieme per Te han collaborato,

ma nessuna poesia né pittura

può esprimer la beltà che Dio t'ha dato.

Il tuo capo di ginestre inghirlandato,

baciato dalla marina soave brezza,

sorride a quell'azzurro profumato,

che par ti voglia fare una carezza.

E il cielo, che beato t'ammira

durante il giorno splendente,

di notte ti guarda e sospira

e su te si china, avvenente,

perché nel pian circostante

mai simil cosa veduta,

ti crede, di mille luci smagliante,

una stella dal cielo caduta.

 

 

 

Quel Bene straordinario

 

 

L'amore che cercavo era puro e innocente,

ma non me lo dava nessuno e niente.

Pensavo che per me non esistesse l'amore

eppure qualcosa di straordinario

ardeva nel mio cuore.

Ti cercavo nell'umano e nel terreno

anzicchè nell'eterno e nel divino.

Questo era l'errore.

Tu, invece, mi eri tanto vicino.

Eri dentro di me

e mi chiamavi, Amore divino:

da lontano Ti ravvisavo

nelle albe e nei tramonti,

nei sentieri fioriti

o nelle stelle cadenti

e Ti sentivo nelle gioie

e nei tormenti.

Ma non mi convinceva niente.

Tu eri nel mio cuore

e io Ti cercavo altrove

e correvo dietro alle chimere,

che poi si mostravano

false ombre nere.

Mi mancava la luce della mente:

non vedevo delle gioie vere

l'eterna sorgente.

Ma finalmente

mi sono svegliata dal torpore

e come per divino incanto

ad un tratto mi si è rivelato

quel Bene straordinario

che sempre e tanto

avevo instancabilmente cercato.

 

Nel mosaico del creato

 

O mio Dio, che, Solo, sei buono,

questa inutile pietra (unica verità

del nome!) fa che sia una tessera

nel mosaico del creato

e che abbia a significare

l'onnipotente grazia

della Tua misericordia

e possa celebrare,

pur invisibile nel tutto

per la sua piccolezza in seno all'universo,

la bontà infinita

che scaturisce dal tuo Cuore.

Fa, o mio Creatore, che,

come nell'immensità del firmamento

perfino una stella

scompare alla luce del sole,

possa eclissarmi anch'io

in questo mondo

alla Luce della Tua bontà.

 

 

 

Gli ultimi come i primi

 

Disse Isaia in una profezia:

"Le mie vie non sono le vostre".

La via di Dio di carità è lastricata

e nella parabola dei lavoratori

questa verità è dimostrata.

Non si misura col TEMPO nell'eternità:

nel regno di Dio si misura con l'AMORE

e fra i primi e gli ultimi arrivati,

per chi ritorna in grembo al Creatore,

non c'è differenza, son tutti figli,

accolti con lo stesso amore.

Nel regno di Dio tutto è carità

e fra i salvati non c'è disparità:

chi nella terrena vita, dalla prima ora,

ha preso la giusta via,

nell'aldilà non potrà provare

l'umana, meschina gelosia.

Se ancora là perdurasse l'egoismo,

che in questo mondo condiziona l'io,

quello non sarebbe certamente

il regno di Dio.

Là sarà veramente beato

e della stessa gioia di Dio glorificato

chi il proprio nemico,

pentito all'ultimo momento,

con la gioia nel cuore,

nell'eterna pace avrà abbracciato.

Senza più invidia, in tutt'uno universale,

in coesisteza finalmente con Dio,

ciascuno con tutti in unica Luce sarà beato

e nel Divino Volere per l'eternità gratificato.

 

 

 

Una lampada spenta

 

Che ne sarà dell'essere umano

nell'ora dell'eterno riposo?

Di ciò che è effimero intendo,

del suo egoismo: il peccato che

schiavo lo rende

dell'avarizia…..

e superbo…..

e orgoglioso…..

Una fredda pietra

Su ciò che fu.

 

Che sarò io allora?

Una lampada spenta

 

Tu, invece, la luce eterna sei,

vivificante il nulla!.....

 

E se del bene avrò fatto?

Esso sotto la fredda pietra

non morirà,

perché il Bene è eterno

e, con l'anima,

a Dio ritornerà

e la lampada spenta,

della luce di Dio,

ancor s'illuminerà.

 

 

 

Ceri accesi

 

 

Nel cuore di ogni mamma c'è una fiamma

da gioioso amore alimentata, ma spesso arriva

l'ala del dolore, che soffia spietata…..

Il cuore diventa un cero, che in pianto si scioglie,

mentre la fiamma, supplice, tende al cielo.

Piange una mamma per un figlio ammalato

o senza lavoro oppure drogato…..

Per un verso o per l'altro, non è rara la volta

che da dolore indicibile essa sia sconvolta…..

Se offrisse ogni mamma il suo dolore

o per la Chiesa perseguitata

o dai figli peccatori oltraggiata

o da discordie lacerata…..

Oh, il suo grande dolore diventerebbe

un'offerta pregiata…..

Allora immagino

questo nostro pianeta

da una selva di ceri illuminato!

Agli occhi di Dio copre le tenebre del peccato

il prevalere di tanta luce, che

dal cuore delle mamme sofferenti scaturisce

e tutti all'eterna luce di Dio essa conduce….

Una vastità di luci, ceri di dolore accesi,

invisibili o indifferenti non sono al Signore,

perché significano il dolore vinto dall'amore,

come il dolore stesso di Gesù redentore.

Il dolore delle mamme, e sono tante,

diffuso su tutta la terra,

unito alla divina passione,

continuerebbe, nel Corpo Mistico,

di Gesù la divina redenzione.

 

 

 

Ancorata alla tua volontà

 

 

Navigando nel mare della vita,

la mia ancora di salvezza

sei Tu, o mio Gesù.

Mentre una bianca vela

mi conduce

al soffio dello Spirito Santo,

io sto abbracciata a Te

strettamente unita

alla Tua volontà,

e in quella bianca vela,

che sfida sicura l'onda

anche quando è agitata,

vedo la Tua mano forata

per amor mio,

mio Signore e mio Dio.

Guidata dalla Tua mano

io posso guardare

anche lontano,

perché la mia fragilità

trova coraggio:

l'ago della bussola è

della divina Luce

infallibil raggio

e, quando nel tempo

finirà il viaggio

al soffio della divina brezza,

ancorata alla Tua volontà,

mi fermerò in eterno

nel porto dell'eterna salvezza.