Mio Tutto - Oltre La Morte

 

Mio Tutto Oltre La Morte

 

 

Mio Tutto

Riflessioni

 

 

1)

 

Che cos’è Dio per te?

 

 

Quando nella solitudine ho paura, Dio è con me e mi fa coraggio……Quando nel dolore il mio io sente la sua impotenza, la sua debolezza, Dio mi dà forza…..Quando qualcuno mi offende, mi fa soffrire, Dio mi conforta e mi consola……Quando voglio esprimere la gioia e non c’è qualcuno con cui parlare, parlo con Dio e sento che mi ascolta……Quando un problema mi affligge e non c’ è nessuno che sappia o possa o voglia risolverlo per me, mi affido a Dio e trovo fiducia e speranza…..Insomma in tutti i momenti belli e brutti della mia vita, sento che c’è …..E quando con la fragilità della mia natura Lo offendo, basta un attimo di pentimento e Lui è sempre pronto accanto a me e mi perdona…..Potrei continuare all’infinito! Quindi che cos’è Dio per me? E’ il mio tutto.

Anche San Francesco l’aveva pensato prima di me.

Mi dispiace che io non sappia esserGli fedele come lui ha saputo fare.

 

 

2)

 

“La morte mi fa paura perché temo il giudizio “

 

Quando sento dire così il mio cuore piange. Si può temere la bontà ? E’ questo il modo di ricambiare con adeguata gratitudine chi ci ha amato fino a morire in croce per averci amato?

No ! Io non temo Dio, Lo amo !

Con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.

E se penso al Giudizio , non timore, ma dolore io sento.

Un dolore immenso per non avere amato Dio nemmeno in misura minima in confronto a quanto merita. Un dolore in confronto al quale solo il desiderio di amarLo può reggere.

Il desiderio…..Il desiderio…..

Ma perché rimane desiderio, sempre desiderio, solo desiderio?

Perché non riesco a realizzarlo come hanno fatto tanti, tanti Santi?

Eppure Dio mi ama.

Se io Lo temessi, Lo offenderei più che con la mia deplorata ingratitudine.

 

 

3)

 

Come realizzare il desiderio di amare Dio?

 

Ci sono due vie: quella del Bene e quella del Male.

La via del male appaga l’egoismo, l’orgoglio e ci presenta come un miraggio allettante il baratro verso cui ci dirige. E’ una via in discesa, agevole e si fa a gran passi, ma ci allontana da Dio e porta alla morte.

Chi vuole amare Dio deve percorrere la via del bene, insegnataci da Gesù , il quale disse:”Io sono la Via, la Verità e la Vita.” Con la parola e con l’esempio Egli la percorse fino al Calvario.

La via del bene è una via stretta e in salita e si fa a piccoli passi, cioè con piccole sofferenze, rinunzie e sacrifici quotidiani.

Le anime elette che percorrono quella via con Gesù spesso arrivano anch’esse alla cima, dove le attende il martirio in qualsiasi forma. Ma allora sono giá pronte ad aggrapparsi alla mano di Dio, che con la sua benedizione e la Grazia finale le solleva all’abbraccio eterno, per la felicità eterna col Sommo Bene nella Vita eterna.

 

 

4)

 

“Non giudicate e non sarete giudicati”

 

Gesù non disse: non giudicate male, ma giudicate bene. Molti pensano di acquistare grazia giudicando sempre bene. E sbagliano. Il giudizio perfetto è solo quello di Dio. Noi non siamo infallibili. Pertanto se giudichiamo male, a torto, offendiamo la caritá e sbagliamo di grosso, perché Dio è Caritá, quindi offendiamo Dio. Se giudichiamo bene a torto, sbagliamo altrettanto, perché offendiamo la veritá e Dio è Veritá. In ogni caso giustamente Gesù ci disse:”Non giudicate” Solo chi non giudica non sará giudicato né per aver offeso la Caritá né per aver offeso la Veritá. Chi non giudica non corre il rischio di sbagliare e quindi di essere giudicato.

E allora che facciamo?

Niente.

Facciamo sempre atti di misericordia nei confronti di quelli che ci sembrano meritevoli e anche di quelli che ci sembrano immeritevoli. A giudicare ci penserá il Giudice Infallibile. Se siamo misericordiosi non saremo certamente giudicati, ma solo amati da Dio. Anche Gesù non è venuto a giudicarci, ma per insegnarci a volerci bene.

 

 

5)

 

“Venga il tuo regno”

 

C’è il regno delle tenebre, che è il regno del male . Chi fa parte di quel regno vive col tormento nell’anima come chi è nell’inferno.

E c’è il regno della luce, che è il regno del bene. Chi fa parte di quel regno vive con la pace nell’anima come chi è in paradiso

Quando preghiamo “venga il tuo regno” ci auguriamo che sul regno delle tenebre trionfi il regno della luce, quindi che il bene vinca e sconfigga il male. Chi va col Bene nel pensiero, nelle parole, nelle opere è come un soldato che combatte per la vittoria del Bene. Gesù disse: il regno di Dio, cioè il regno del Bene, è in mezzo a voi, perché era Lui il Bene incarnato. Un buon cristiano che segue le orme di Gesù vivendo secondo il Vangelo è un buon soldato che tutto quello che fa ha l’unico scopo di dare la vittoria al Bene.

Gesù disse anche: ”Chi non è con me è contro di me” Infatti chi non è soldato di Cristo perché non dá la vittoria al Bene, si fa soldato di Satana perché dá la vittoria al Male.

In ultima analisi bisogna fare il bene non per la creatura alla quale esso è indirizzato, ma per il Creatore, Dio del Bene, affinché il Bene trionfi sul Male, quindi anche a un nemico che ci ha offeso, perché non è l’io che conta, ma Dio. Solo chi osserva il precetto evangelico; ”……..come noi li rimettiamo ai nostri debitori” può pregare anche:”Venga il tuo regno” cioè il regno di Dio, il regno della pace. Altrimenti si contraddice e agisce come chi invoca l’aiuto dei pompieri, ma allo stesso tempo getta benzina sul fuoco. E’ un soldato traditore del Dio della pace. Non è degno di pregare: “Venga il tuo Regno”.  

 

 

6}

 

Le pene dell’inferno

 

Spesso si sente dire “Ho sofferto le pene dell’inferno” e si intende dire pene infinite. Ma non sempre si intende parlare di pene materiali. Molto spesso si tratta di pene causate dall’amore, quando l’oggetto dell’amore è lontano, irraggiungibile, perduto. Soffre le pene dell’inferno qualsiasi essere umano che sia privato dell’oggetto del suo amore e può essere il fidanzato o la sposa, può essere un figlio di cui si sono perdute le tracce. Se non sempre almeno spesso si tratta comunque di un amore perduto, lontano o irraggiungibile. L’intensità del dolore in tale stato d’animo è umanamente comprensibile, seppure molte volte difficile da immaginare. Ma dopo la morte corporale, quando si perde Dio o comunque è lontano, le proporzioni cambiano: siamo nel mondo dove non ci sono limiti di spazio o di tempo. Dove tutto è eterno e infinito. Anche l’amore lì acquista proporzioni diverse, incommensurabili.

L’anima viene da Dio, Dio è amore e ogni anima cerca soprattutto amore.

Le anime del purgatorio sono quelle che l’amore o comunque il bene, che in Dio con la felicità e la pace sono la medesima essenza, l’hanno cercato per la via sbagliata, guidate dai sensi, e spesso l’hanno frainteso col male, quindi hanno fatto il male non per averlo amato, ma avendolo frainteso e scambiato col bene, ingannate dai sensi e dalla fragilità umana. Queste anime nell’eternità, ormai libere dai sensi, sanno quale è il vero bene, il vero amore e ad esso tendono soffrendo indicibili pene di un’intensità infinita e più si intensificano le pene più aumenta il desiderio del vero bene nella speranza di raggiungerlo, un bene incontenibile, verso il quale vorrebbero indirizzare tutti. E’ per questo che le anime del purgatorio vorrebbero coinvolgere il prossimo che hanno lasciato sulla terra e sono sempre pronte a pregare Dio per tutti coloro che si affidano alla loro intercessione In questo impegno di purificazione e carità, finalmente purificate dalla fiamma dell’amore divino e rinnovate nello spirito, si ricongiungeranno a Dio e come la goccia d’acqua diventa tutt’uno col mare così diventano tutt’uno col Sommo Bene nell’infinito oceano dell’amore di Dio.

Le anime dannate sono quelle che hanno fatto il male non per debolezza o fragilità umana ma perché lo hanno amato, ne hanno goduto l’ebbrezza e lo rifarebbero. Quando, svincolate dalla carne, dai sensi, dalla natura umana, si rendono conto che “non hanno nulla a che vedere con la divinità” (Mt 8,29) , e che saranno per l’eternità schiavi di quel male di cui si sono inebriate durante la vita terrena, si rendono conto anche che tale ebbrezza mai per l’eternità le potrà appagare. Il loro desiderio egoistico di amore diventa allora odio ancora più profondo contro Dio e invidia delle anime beate. 

Per concludere, quando si parla delle pene dell’inferno bisogna distinguere: fino a quando siamo in questo mondo è un modo di dire che significa una pena enorme, difficile da immaginare.

Quando si parla delle pene dell’inferno nell’altro mondo ci si riferisce alla privazione di Dio che è per le anime del purgatorio una pena che le purifica nel desiderio tormentoso di Dio, confortate dalla speranza, uguale a certezza, che la purificazione le rende degne del Sommo Bene.

Per le anime dannate invece è una pena che nella disperazione acuisce l’odio contro Dio e come, per fare un esempio, quando sulla terra un amore non corrisposto si tramuta in odio che a volte induce ad uccidere l’altro, così l’anima dannata, degna proselite di Satana, odia Dio e Lo vorrebbe distruggere.

Quindi mentre le anime del purgatorio si purificano alla fiamma dell’amore verso Dio, le anime dell’inferno si tormentano alla fiamma dell’odio contro Dio.

 

 

7)

 

Non sono degno

 

Attenzione, anche questa potrebbe essere una trappola di Satana per allontanarci dalla S. Comunione. Nessuno è degno di Dio, pertanto nessuno è degno della S. Comunione. Ma tenendo presente che Gesù stesso ci ha detto:”Io sono la vite, voi i tralci e senza di me non potete far niente” è meglio fare la comunione nella consapevolezza di non esserne degni,(ma col desiderio e la buona volontà di esserlo) che tralasciarla. Altrimenti sarebbe il primo passo per lasciare la via del bene e prendere la via del male.

 

 

8)

 

Permette la mia umiliazione

 

“Faccio sempre gli stessi peccati, dovrei confessarmi almeno ogni giorno”

La confessione è importante, ma non basta, qualche volta anzi potrebbe essere una colpa se si sottovaluta e si fa abuso di questo Sacramento, quando non mi tormenta il dolore di offendere Dio e non ho la ferma intenzione di non offenderLo mai più e non mi impegno di sforzarmi a vincere la mia debolezza per Suo amore e confidando nella Sua misericordia, invocando il sostegno dello Spirito Santo.

Senza ribellarmi contro la mia miseria, ma umilmente accettandola, non debbo disperare della benevolenza di Dio, che permette la mia umiliazione perché non mi vinca la vanagloria.

 

 

9)

 

Il candore

 

Ho una camicia che io preferisco quando è candida e faccio di tutto per mantenerla pulita, ma a poco a poco la camicia si sporca e allora occorre il sapone per lavarla. Io mentre la sto lavando so che inevitabilmente tornerà a sporcarsi, non ostante faccia tutto il possibile perché ciò non accada. Ma inevitabilmente accade e la solita storia si ripete.

Questa camicia che io vorrei si mantenesse sempre candida è la mia anima. Mi dispiace molto vederla sporca e sono felice quando ritorna candida. Ma non è la camicia che mi fa compiacere e mi dà gioia. E’ il candore della camicia, non la camicia in sé, che infatti non mi piace quando è sporca. Per lavarla occorre il sapone e quel sapone è la grazia di Dio. “Senza di me non potete fare niente” La grazia di Dio purifica la mia anima nella Confessione.

Occorre lavare l’anima con la confessione, anche se tornerà a sporcarsi.

E’ così bella quando è candida, è il suo candore che la fa ritornare bella.

L’anima è candida quando è nella luce di Dio.

Non solo le tenebre offuscano la luce di Dio, ma anche un’ombra.

Le ombre nella camicia sono quelle macchioline che a poco a poco, moltiplicandosi, le fanno perdere il candore; nell’anima sono quei peccati che, nonostante si chiamino veniali (e per questo a volte si tollerano con leggerezza, purtroppo ! ) offuscano tuttavia nell’anima la luce di Dio.

Questo non fa piacere a Dio. Egli ama le anime candide.

Anch’io amo il Candore della mia camicia.

 

 

 

10)

 

Vivere il Vangelo

 

Il Vangelo si può leggere, si può studiare, insegnare, predicare…..ma tutto questo non vuol dire avere fede.

Avere fede vuol dire vivere il Vangelo.

Per vivere il Vangelo bisogna conoscerlo.

Meglio si conosce il Vangelo e più si conosce Gesù.

Chi più conosce Gesù più Lo ama e chi ama crede.

Chi conosce, chi crede, chi ama Gesù, Lo segue.

Seguire Gesù significa vivere secondo quello che Egli ci ha insegnato nel Vangelo.

Vive il Vangelo chi conosce, crede e ama Gesù.

Vivere il Vangelo vuol dire, quindi, avere Gesù come modello.

Gesù dalla nascita alla morte visse osservando la volontà del Padre.

Pertanto il Vangelo è la radice della fede e avere fede vuol dire fare la volontà di Dio sulle orme di Gesù, vivendo il Vangelo.  

 

 

11)

 

Servirlo in questa vita per goderlo nell’altra

 

Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio in questa vita per poi goderlo nell’altra. Per conoscerlo basta conoscere l’Antico e il Nuovo Testamento e particolarmente per noi cristiani è utile conoscere, del Nuovo testamento, il Vangelo, perché più si conosce Gesù Cristo, più si ama il Verbo Incarnato, vero Dio e vero uomo.

Ma in quanto a servirlo che vuol dire?

Non pregarlo e nemmeno celebrare o partecipare alla Santa Messa, perché tutto questo è molto importante e serve moltissimo a noi, da Lui creati e da Lui redenti.

Come servirlo allora?

Egli è il Creatore e l’Onnipotente e non ha bisogno di essere servito da noi. Egli è il tutto infinito.

“Quando avevo fame…..quando avevo sete….quando ero ammalato…..quando ero carcerato…..quando ero afflitto…….Tutto quello che avete fatto a uno di questi piccoli l’avete fatto a me.”

Allora bisogna servirlo in ogni persona sofferente, che ha bisogno di noi, nel nostro prossimo, perché il Verbo Incarnato, morto in croce come uomo e risuscitato come Dio, continua a vivere nell’umanità sofferente perché è lì il suo Cuore: per salvare l’Umanità si è incarnato e per salvare l’Umanità da uomo è morto in croce.

Chi osserva questo comandamento di amore e dedizione (servendo quindi Dio nel prossimo) Lo gode già in questo mondo, nella pace della coscienza, nella gioia di sentire su di sé il Suo sguardo gioioso.

 

 

12)

 

“Quando ero carcerato”

 

Fra le beatitudini si legge: “l’avete fatto a me” anche quando si parla di visitare i carcerati. In carcere è vero che purtroppo ci sono spesso anche degli innocenti, ma, per definizione solitamente si intende parlare di colpevoli e fra i colpevoli ce ne sono di tutti i colori e di tutti i sapori, ci sono anche quelli che fanno ribrezzo. Gesù non fa alcuna distinzione. Egli si è offerto in olocausto anche per quelli, perché non i sani ma i malati hanno bisogno del medico ed Egli, pur senza costringerli, (rispetta la libertà di chi, carcerato, non ha più libertà !) è venuto per salvare anche quelli. E in verità molti di quelli oltre alla divina redenzione, che ha aperto a tutti i pentiti la porta del paradiso, hanno goduto, grazie alla conversione, anche di una umana redenzione, che li ha condotti, proprio nel carcere, sulla via della santità. Questo ci insegna che dal nostro servizio, dal nostro aiuto, non deve essere escluso nessuno, neanche chi ha fatto molto male, neanche chi ha fatto a noi stessi tanto male, cioè anche ai nostri nemici. Infatti nel Vangelo si legge la parabola del buon samaritano, dove, pur essendo un nemico, come venivano considerati i samaritani dai giudei, è proprio un samaritano chi si ferma per prendersi cura di un giudeo moribondo sul ciglio della strada.. Cristo crocifisso ha le braccia aperte per tutti.

 

 

 

13)

 

Il santo rosario

La Madonna ci invita a recitare il Rosario. Perché? Forse desidera essere onorata? Assolutamente No. Eppure è una preghiera che consiste soprattutto in un susseguirsi di Ave Maria. Ma cominciando a meditare proprio dall’Ave Maria, le prime parole ricordano il saluto dell’Arcangelo Gabriele che porta alla Vergine il divino messaggio dell’incarnazione del Verbo. Dio rispetta la libertà di ogni creatura che Egli ha voluto libera, a sua immagine, e pertanto anche quella dell’umile fanciulla di Nazaret, che accetta il privilegio di ospitare nel suo grembo il Salvatore di cui i Profeti avevano già annunziato il divino evento. Maria accetta questo privilegio non per la sua gloria , ma, come umile ancella, al servizio della gloria di Dio e la gloria di Dio infatti le farà accettare anche in seguito la volontà del Padre celeste, anche nel più indicibile dolore, sempre umilmente e sempre per la gloria dell’Onnipotente Creatore. Ogni volta che recitando il santo rosario ripetiamo le parole “Ave Maria, piena di grazia il Signore è con te” che sintetizzano quel sacro evento, la Madonna si compiace di commemorare quel servizio di glorificazione all’Altissimo insieme con noi. Ad ogni Ave Maria la Vergine santissima rievoca ogni momento in cui sentiva palpitare nel suo grembo l’amato divino figlio incarnatosi per la divina missione da Lei condivisa anche nel dolore più acuto, ma sempre nell’ubbidienza assoluta a gloria del divino Padre. Continuando l’Ave Maria, nelle parole ”Benedetta fra le donne” con le quali la saluta la cugina Elisabetta, rievochiamo l’inno del Magnificat che Ella rivive nella gloria di Dio, anche adesso che continua a magnificarLo per l’eternità. Che dire quando la supplichiamo con le parole “prega per noi peccatori”? Noi ripetendo quelle parole oltre che una supplica intendiamo fare un omaggio a Maria, Madre di Dio, ma la nostra Madre santissima è ben lieta di guidarci a Dio soprattutto affinché per mezzo di questa preghiera continui quella salvezza per la quale il suo diletto figlio si è incarnato. Quindi se per noi è un omaggio a Maria per la santa Vergine è molto di più, è un rivivere il mistero dell’incarnazione a gloria di Dio. Quello dell’incarnazione non è poi unico mistero, infatti nella recita del santo rosario si contemplano i vari momenti dell’incarnazione, dalla nascita alla morte fino alla gloriosa resurrezione in un susseguirsi di misteri. Senza contare che anche nei pater noster, che si ripetono, Lei rivive la vita terrena del figlio:”sia santificato il tuo nome…..sia fatta la tua volontà….rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo…” Da chi abbiamo imparato a rimettere i nostri debiti? Da chi abbiamo imparato a fare la volontà di Dio e a santificare il suo nome o ad affidarci alla sua provvidenza? Tutto quello che Gesù ha vissuto e insegnato, per Maria ha un valore infinito ed e’ l’espressione di amore più cara al suo cuore, amore puro, santo, eterno. La Madonna è lieta nel sentire tanto amore nei vari “gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo” che si ripetono in questa santa preghiera.Quando recitiamo il santo rosario, preghiamo Maria, ma sarebbe più esatto dire: preghiamo Dio con Maria. Per questo il santo rosario è gradito alla Madonna, perché è la preghiera che glorifica Dio nella SS.Trinità e la nostra Mamma celeste è felice di accompagnarci, in questi momenti di alta e santa spiritualità. Pertanto, dopo aver pregato, affidandoci con tanta speranza alla guida e alla protezione di sì benevola avvocata è doveroso salutarla :”Salve Regina, Madre di misericordia.”

 

 

14)

 

“Una bella persona”

 

Bisogna dare atto alla Scienza: l’uomo è un animale. E fin qui gli scienziati hanno ragione. Ma trascurano un “piccolo” particolare e cioè mentre possiamo dire è un bell’uomo, è un bel cane, è un bel leone ecc. ecc. soltanto dell’uomo possiamo dire è una bella persona. E qui è la differenza tra l’uomo e tutti gli altri animali : non possiamo dire è una bella persona se parliamo di un cane o di un leone ecc. ecc. Addirittura parlando del cane possiamo dire che è più fedele dell’uomo o possiamo fare un confronto dicendo di un uomo che è forte come un leone, ma c’è qualcosa che distingue l’uomo da tutti gli altri animali: soltanto l’uomo è persona, perché, quando diciamo che è una bella persona, intendiamo riferirci, e non potremmo fare altrimenti, alle doti spirituali dell’uomo, doti che ha soltanto l’essere umano, perché l’uomo ha l’anima, che Dio gli ha dato, parte di Se stesso, e gli ha trasmesso col suo alito conferendogli l’intelligenza. E’ vero che molti animali sono molto intelligenti, ma solo l’intelligenza dell’uomo è un’intelligenza creativa che lo rende immagine del Creatore e pertanto libero, con piena facoltà di scegliere tra il bene e il male, che dicesi coscienza, su cui si fonda il senso della misura, che è equilibrio.

L’uomo che vinto dall’egoismo, si vuole sostituire a Dio, non è più a immagine di Dio: non è capace di discernere il bene dal male, perde il senso della misura e quindi la coscienza, perde la libertà, perchè diventa schiavo di se stesso, si allontana sempre più da Dio, l’intelligenza resta offuscata dalla presunzione, non è più una bella persona, ma…..” Homo homini lupus”.

 

 

15)

 

“Passeranno il cielo e la terra…”

 

Potranno chiudere le chiese, bruciare i testi sacri, fare di più e di peggio, ma non distruggeranno il Corpo Mistico di Gesù, che continuerà a parlare, se occorre, col sangue dei martiri. Così fu all’inizio, a cominciare dal I secolo, fino al XX, in cui si verificarono indicibili e indimenticabili orrori, nei vari lager (per non parlare della Chiesa del silenzio), fino ad oggi, in cui rivive più forte dell’eco degli iconoclasti una voce, la voce di un “Crocifisso muto” appeso ad una parete, che mai ha parlato più forte a tutto il mondo.E così sarà sempre nei secoli dei secoli, perché:” Passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole non passeranno mai.” ( Mt 24,35 )

 Il Verbo continuerà a parlare.

 

 

16)

 

Chi sono io?

 

Io sono il nulla e dal nulla mi hai concepita nella tua mente e mi hai progettata secondo il tuo disegno. Io da me, che sono il nulla, non so fare nulla di bene, ma perché possa realizzare il tuo progetto dammi, mio Dio, la tua grazia, il tuo sostegno, la tua benedizione.

 

 

 

17)

 

La semplicità

 

Beate le anime semplici!

Un’anima semplice me la immagino come un foglio di carta bianca, sul quale Dio può scrivere ciò che è nella Sua mente, il Suo progetto relativo a quell’anima, perché sa che essa può realizzarlo. Infatti un’anima semplice è un’anima duttile, plasmabile, perché è un’anima innocente, è un’anima che ha fede, un’anima che non si macchia di vanagloria. Su quest’anima Dio può scrivere, ha , come si suol dire “carta bianca”.

Beate le anime semplici!

Un’Anima semplice sulla quale mi soffermo spesso a meditare è San Giuseppe. Con quanta semplicità crede a tutto quello che Dio gli comunica nel sogno! Le cose belle è facile crederle, ma a San Giuseppe ogni volta, si può ben dire, gli si sconvolgeva la vita, ma con prontezza rinnegava se stesso.

Quanto sei grande , San Giuseppe ! Dammi un’ombra della tua semplicità ! Se glielo chiedi Tu a Dio, non te lo negherà.

 

 

 

18)

 

La preghiera dei defunti

 

L’amore del prossimo è tanto più intenso quanto più ci si immedesima nell’altro. Ci sono persone che o per insensibilità o per egoismo questo non l’hanno mai fatto. C’è quindi chi non arriva nemmeno ad immaginare la sofferenza di chi, non avendo nemmeno il conforto della fede, arriva a togliersi la vita. Chi ha la fede santifica qualsiasi sofferenza, perché la vive in unione con la passione di Cristo. Ma tuttavia anche queste persone, se si chiede loro :” Potendo esprimere un desiderio, umanamente parlando, che cosa vorresti?” in buona percentuale risponderebbero con sincerità: “Vorrei solo riposare e non sentire più tanta sofferenza.” In altri termini:” Il riposo eterno”

Se sorella Morte ci concede questo riposo eterno e per di più nella pace di Dio e, ancora, nella luce di Dio, in che consiste la gioia del paradiso, che cosa ci può essere meglio della morte, specialmente

per chi la vita altro non è stato che una continua dolorosa agonia? Ma non tutti hanno fatto questa esperienza e ancor meno sono quelli che hanno la sensibilità di immaginare le sofferenze altrui.

“L’eterno riposo dona loro, Signore, splenda ad essi la Luce perpetua, riposino in pace”.

Quale preghiera più bella per i Defunti?

 

 

 

19)

 

L’amore di Dio

 

Dubitare dell’amore di Dio è un peccato orribile di ingratitudine. Dio ci ama. Dio ha amato sempre l’umanità. Dio è eterno, nella mente di Dio tutto è presente, quando i nostri progenitori peccano di orgoglio ecco che provvede in prima persona alla purificazione del genere umano e ripara tramite il Verbo, che è lui stesso:”In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”(Gv 1,1) . Ma un Dio che si vuol fare olocausto per purificare l’umanità è ovvio che abbia un corpo umano: ed ecco ” Il Verbo si fa carne:”(Gv 1,14) “Chi ha visto me ha visto il Padre……Io sono nel Padre e il Padre è in me”(Gv14, 10-11). Sono due entità, ma sono lo stesso Dio, la medesima essenza. Li unisce l’Amore, che con la Sua essenza unisce il Padre al Figlio e insieme con loro, nella triplice entità, in unica essenza, l’Amore costituisce la SS.Trinità, unico Dio-Amore.

Dio ci salva perché ci ama, come dire: l’Amore di Dio ci salva. 

 

                                                                  

20)

 

Gioite con chi gioisce

 

Ci sono persone che se vedono qualcuno nel dolore, sia fisico o morale,che conoscano o meno quella persona, si fanno partecipi della sua sofferenza, sinceramente la condividono, sentono profonda compassione per quella persona e vorrebbero liberarla da quel dolore.

Se invece vedono quella stessa persona, che la conoscano o meno, salire più in alto nella scala sociale o perché abbracciata dalla fortuna o perché improvvisamente investita da un raggio di luce che le ha illuminato il cammino o perchè i suoi sacrifici sono stati coronati dal successo (i motivi possono essere tanti) non solo non condividono la sua gioia, ma addirittura ne sono gelosi, ne provano invidia e spesso sentono sentimenti di odio contro quella persona.

Questo non vuol dire “ama il prossimo tuo”, perché ama il suo prossimo chi osserva la parola di Dio ”Piangete con chi piange, gioite con chi gioisce”

Ed è quello che caldamente raccomanda San Paolo nella lettera ai Romani.( 12, 14-16)

 

 

21)

 

“Consolate gli afflitti”

 

Gesù ci amò tanto da dare la Sua vita per noi.

Il Verbo incarnato patì per la nostra salvezza da vero uomo e la sua passione conclusasi con la crocifissione sul Calvario ebbe inizio nel Getsemani, dove nella sua divina onniscienza ne conosceva già il calibro, ma nella sua umanità cominciava a sentirne il doloroso peso in tutta la sua interezza a cominciare dalla paura di quanto l’aspettava.

Gesù sentiva bisogno di essere consolato, invece fu lasciato solo, gli apostoli dormivano.

E Gesù col suo sudore versò il primo sangue.

 

Che significa consolare?

Stare accanto a chi è solo nel dolore.

Il Verbo fatto uomo, il divino maestro, sottolinea fra le beatitudini “Consolate gli afflitti”.

 

 

22)

 

Come consolare gli afflitti?

 

Se non trovo altro modo, si può consolare una persona anche col silenzio, con la sola presenza, purchè si faccia con amore: basta un sorriso che esprima la dolcezza della comprensione. Meglio se

il silenzio è accompagnato dalla preghiera del cuore. In questo caso forse mi sarà suggerita anche qualche parola. Da chi? Dallo Spirito Santo, Che è il vero Consolatore.

 

 

23)

 

Le vie del Signore

 

Su ciascuno di noi Dio ha un progetto. Gesù ha detto “Le mie strade non sono le vostre” Infatti spesso le nostre sono sbagliate. Ma se ci lasciamo guidare giorno dopo giorno, accettando di andare avanti nel nostro cammino anche quando è scomodo, aspro e non secondo il nostro desiderio, dicendo tuttavia SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ , alla fine ci accorgeremo dove il Signore voleva arrivare (o meglio dove voleva che noi arrivassimo) e conosceremo quale era il progetto di Dio e Lo loderemo e ringrazieremo per l’eternità.

 

 

24)

 

“Si fa più festa per un peccatore convertito…”

Per non peccare basta assecondare la grazia di Dio, ma per pentirsi dopo aver peccato ci vuole l’umiltà , che necessita di uno sforzo contro se stessi non facile e tuttavia indispensabile a chi vuole seguire Gesù sulla via della perfezione: “Chi mi vuol seguire rinneghi se stesso.” Solo chi è umile rinnega se stesso.

Gesù, modello di perfezione, ci dà per primo esempio di grande umiltà, infatti fin dalla nascita il Verbo si umilia tanto da rendersi bambino, piccolo, e i piccoli sono indifesi e più bisognosi degli altri. Da grande non si vanta della sua origine divina come Dio né delle sue virtù come uomo. Ma dice soltanto e con fermezza:”Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore” per insegnarci la via inevitabile per essere degni del Padre. 

Si converte chi si pente e il pentimento è un atto di umiltà.

Riflesso dell’umiltà è la mitezza che è carità nel nostro comportamento verso gli altri, come l’umiltà è carità nel comprendere e giustificare il comportamento degli altri verso di noi. Carità è amore, chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui .Come splende un’anima umile! Splende della Luce di Dio nell’umiltà e nella mitezza di Cristo.

Per questo “Si fa più festa in Paradiso per un convertito che per mille giusti”

 

 

 

25)

 

Siate perfetti come il Padre vostro

 

Dio, purissimo spirito, è amore infinito e la sorgente dell’amore divino è il Cuore infinito di Dio.

Adamo ed Eva, che godevano di questo amore infinito nell’Eden, vollero essere onniscienti come Dio e come Lui vollero avere la conoscenza del bene e del male. Dio però è refrattario al male e dov’è il Bene Assoluto, l’Amore Perfetto, non potevano convivere con il male, che conobbero , per loro libera scelta, nella valle di lacrime.

Ma Dio continua ad amare gli uomini e parla nella loro coscienza prima e poi per bocca dei Profeti. E’ proprio per bocca del profeta Ezechiele che conferma il suo disegno di amore e di salvezza (36, 23-16) “Io verserò sopra di voi acqua pura e voi sarete purificati da tutta la vostra immondezza, da tutti i vostri idoli. Io vi purificherò e io vi darò un nuovo cuore, Io porrò dentro di voi uno spirito nuovo e toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.”

Il cuore di carne è il Cuore stesso di Dio che si INCARNA nel Verbo, si fa uomo e diventa il modello da seguire per tutti gli uomini di buona volontà.

Il Verbo incarnato, Gesù, ci invita ad essere perfetti come il Padre.

Come possiamo noi , esseri umani, diventare perfetti come il Padre?           

 “Io e il Padre siamo una cosa sola” Ma dice anche: “Io sono la Via”.

Ciò che è, quindi, nella nostra possibilità è di camminare con Gesù e seguirlo come modello.

Finchè siamo in cammino, possiamo andare avanti verso la perfezione, ma raggiungerla, fino a diventare perfetti come Dio, è una grazia che ci darà Dio stesso , quando il nostro cammino sarà arrivato in cima al Calvario. Perché lì Dio ci purificherà, lì uscì dal suo costato l’acqua della nostra purificazione. A quel punto lo Spirito di Dio avrà cambiato il nostro cuore di pietra in cuore di carne, uniti al Cristo crocifisso, in un corpo solo, in un cuore solo: il Cuore del Dio dell’Amore e della Perfezione.

Al colmo di tanta grazia siamo indotti a pensare che potranno arrivare gli eletti. Ma Dio ama tutti gli uomini e il Calvario si rinnova, anche se incruento, nella S. Messa e nella S. Consacrazione. Gesù per bocca del Sacerdote ci insegna a pregare:” Lo Spirito Santo faccia di noi un corpo solo”.

La chiave che apre la porta del nostro cuore allo Spirito santo è la Fede.

 

 

 

26)                                                                          

 

Cuore di pietra e cuore di carne

 

Il cuore dell’uomo è un cuore di pietra, perché è insensibile al bene: condizionato dall’egoismo è portato all’amore degli idoli, cioè amore della ricchezza, del potere, del successo, amore di tutto ciò che appaga l’amore di se stesso, divergente in assoluto dall’amore di Dio e pertanto insensibile anche all’amore del prossimo. Ma l’uomo ha la coscienza del bene e del male, è libero di fare la sua scelta in una direzione o nell’altra e se, come è naturale, spesso non trova in sé la forza di rinnegare se stesso, se ha la buona volontà di seguire la via della Verità, seguendo Gesù come suo modello, sarà Gesù a guidarlo con la grazia, che Egli non nega agli uomini di buona volontà. Avanzerà quindi nella perfezione finchè riceverà lo Spirito di Dio e come San Paolo potrà dire; “Non sono più io, ma è Gesù che vive in me” e il cuore di pietra diventerà un cuore di carne. E tutt’uno con Gesù anch’egli sarà in comunione col Padre e nella perfezione.      

 

 

27)

 

La Luce e le tenebre

 

Dio è Luce e la luce è vita. Senza la luce non c’è vita. La prima cosa che Dio creò fu la luce, senza la luce la vita umana non potrebbe esistere. Infatti l’uomo soltanto in un secondo tempo, quando imparò ad uccidere gli animali, cominciò a cibarsi anche di essi, specialmente dopo che ebbe scoperto il fuoco ed ebbe l’idea di cuocere i cibi. All’inizio della sua esistenza poteva sopravvivere grazie alla possibilità di cibarsi delle piante: il primo uomo fu vegetariano, ma senza la luce non c’è la funzione clorofilliana, che è indispensabile alle piante. Non c’è vita senza luce. La sorgente della luce, la causa prima della creazione è Dio. La luce è vita, il regno della luce è il regno di Dio. Quando manca la Luce c’è morte e il peccato è morte, perché dove c’è il peccato non c’è Dio. Dio è luce e vita.. Il peccato è tenebre e morte. La luce è il calore dell’Amore che crea, le tenebre sono il freddo della morte che annienta. L’anima immortale è beata nella luce eterna di Dio. Nelle tenebre eterne c’è il freddo della morte eterna nel desiderio eternamente inappagato di Dio, Luce che non splenderà mai sui dannati. 

 

 

28)

 

Il mio purgatorio

 

Mio Gesù, vivo il mio purgatorio nel tormento continuo di non essere come Tu mi vorresti e io vorrei essere. So di essere indegna di Te e, nonostante i miei sforzi, purtroppo sono un tralcio inutile, tenuto in vita solo dal vivo desiderio di non staccarmi da Te. Altro non posso fare che chiederti perdono e implorare la tua grazia. Come strumento indegno mi metto nelle tue mani. Usami secondo la tua misericordia. Mi conforta la speranza che nelle tue mani tutto si impreziosisce, anche lo strumento più vile. “Senza di me non potete far niente.” E Tu sei venuto a patire in questo mondo per la salvezza di quanti confidano in Te.

Sacro Cuore di Gesù io confido nel tuo perdono, spero nella tua grazia, ho tanto desiderio della tua luce.

 

 

 

 

OLTRE LA MORTE

poesie

 

 

 

E’ un paradosso

 

E’ un paradosso

ma anche Gesù

e sottolineo da uomo,

perché altrimenti dirlo

non sarebbe ortodosso,

anch’Egli ha sbagliato.

Sì, mio Gesù,

lo dico col cuore commosso,

anche Tu hai sbagliato

perché sei morto

sulla croce inchiodato

per salvare

l’essere più depravato,

peggiore delle belve

che, seppure fanno del male,

non fanno peccato :

per fame o per difendersi

o per altra necessità

esse lo fanno.

Guidate sol dall’istinto

sono feroci e la ragione

esse non hanno.

L’essere umano,

della ragione privilegiato,

ti ha tradito,

ti ha rinnegato

e non smette di bestemmiare

contro Colui

che tanto lo ha amato.

Sì, mio Gesù, hai sbagliato

ad essere tanto buono

con chi è tanto ingrato.

Ma Tu, mio Dio,

rifaresti ancora lo stesso errore,

perché l’amore tuo divino

è amore infinito……

E l’essere umano questo

ancora non l’ha capito.

 

 

New Age o Delirio ?

 

A volte la poesia

sembra delirio….

Parole vuote di significato

esprimono solo un vano

intimo turbamento,

sono uno sterile sfogo

che non dà sollievo,

non giova a nulla e a nessuno

anzi, se l’ascolta,

deprime qualcuno.

Restano parole

circoscritte

nella monade dell’io

o di mente offuscata

sono solo fumo…..

Non c’è un messaggio,

niente che aiuti a vivere,

non danno una speranza

o almeno coraggio…..

Tristemente

la definirei

più che poesia,

agli altri inutile,

psicopatologia.

 

 

Nell’azzurro 

 

Tra fiori, profumi e colori

voci di bimbi

col canto degli uccelli

sembrano gareggiare

per rallegrare

insieme

la natura……

Verde

il declivio

propende

verso il mare…….

Il cielo è terso

e nell’azzurro

ogni tristezza

a poco a poco

divinamente

scompare…..

 

 

Nella divina gioia

                                                                                              

Radiosa splende

l’aurora,

il cuore è inondato

di luce

e l’anima di ogni creatura,

nella divina gioia

beata,

come in Paradiso trasferita,

nell’intimo dell’io

in estasi rapita,

esulta in Dio.

 

 

Maria nel mio cuore

L’amore di Gesù

nella sua immensità

dall’alto della croce

affidò a Maria l’Umanità.

La rappresentava

l’apostolo Giovanni.

Gesù lo amava e questi

era presente, fin dalla notte,

durante i suoi atroci,

indicibili affanni……

E a Giovanni Gesù

affidò Maria,

che l’apostolo prediletto

con amore di figlio

accolse sotto il suo tetto.

“Questa è tua madre.”

A lui lo disse

ma col suo sangue

per ciascuno di noi

lo sottoscrisse.

Allora mi domando:

“ Come posso io

nella mia casa ospitare

la Madre di Dio?”

Io questo non lo posso fare,

ma se Maria si degna

di venire con me ad abitare,

il posto che a Lei più piace

è certamente il mio cuore

se in esso regna

l’amore e la pace.

 

 

Chi ha Dio nel cuore

 

Chi ha Dio nel cuore

vive con Dio

e la sua vita è preghiera.

Chi ha Dio nel cuore

con Lui gioisce

con Lui patisce

con Lui opera e spera,

con Lui perdona

con Lui benedice

e tutto quello che fa

a Dio diventa dono

che l’Onnipotente

contraccambia

con lauta Grazia

e col perdono.

 

 

Sulle orme degli Apostoli

 

E’ morto in croce

ma è vivo in tutto il mondo…...

E’vivo nel sacerdote,

che nella Sua vigna

si prodiga ogni giorno

in mezzo a tante ortiche …..

E’vivo nei missionari

che sono le Sue mani ,

spesso sanguinanti……

E’ vivo negli occhi

di chi negli ospedali

Lo guarda in croce

sul camice bianco di una suora

che si aggira fra i lebbrosi

o assiste pietosa

chi è vicino a morire

o sfinito soccombe

sotto il peso dei malanni……

E’vivo nella mano operosa

di chiunque

per l’umanità sofferente

è pronto anche a patire

la passione di Cristo,

per dare ai fratelli

un cuore nuovo….

E’ morto in croce

ma è vivo in tutto il mondo…..

fino a lontani orizzonti,

dove i servitori fedeli

sulle orme degli Apostoli

arrivano

e con sudate opere

e sacrifici immani

ne portano ovunque la voce….

E’ morto in croce

ma è vivo in tutto il mondo…..

 

 

L’Occhio di Dio

 

Scorrono limpide

le acque del ruscello

tra verdi sponde….

Al di là

tra bionde greggi

bianche casette

dai tetti argillosi

si confondono coi cirri

ed oltre vedo

l’azzurro mare

che dal celeste cielo

l’orizzonte staglia…..

Più lontano un velo

nasconde il mistero

dell’Infinito

dove è l’Occhio di Dio

latente

grandioso

e onniveggente….

L’anima 

dal cuore altrove 

rapita

ormai si sente….

 

 

Amore oltre misura

Bello come un angelo,

accolto come il Messia,

simile al sole radioso

per portare gioia

in quella casa era nato,

desiderato,

vagheggiato

e tanto amato dai genitori

che alla fine

lo hanno viziato.

E così dapprima impertinente,

a poco a poco,

è diventato prepotente:

tutto quel che desiderava

ha sempre avuto

ma della vita

malinteso il senso

e al minimo rifiuto

ogni idea inappagata,

quando fu cresciuto,

violenza è diventata.

Le mani di chi tanto lo ha amato

involontariamente

verso il baratro

lo avevano avviato

e un giorno vi è precipitato……

Ora anche da chi tanto

lo ha amato 

non più comprensione

egli riceve, ma

da ogni parte

doloroso rifiuto.

Mi fa tanta pena:

ha tanto sbagliato

e gravemente,

ma non si può ripudiare,

sebbene abbia peccato,

nè vittima di se stesso

abbandonare,

se un eccesso di amore sbagliato,

tanto danno, senza volerlo,

gli ha procurato.

Attorno a sé

cuori induriti

ora egli vede

e tutti sono pronti

a condannarlo.

Molto ha sbagliato, è vero,

ma sbaglia anche

chi non sa perdonare.

E purtroppo per lui,

non più accettato,

una via nuova ora

è difficile da trovare.

E allora, o mio Gesù crocifisso,

altro rifugio a lui non rimane

se non Colui

che ogni peccatore,

è sempre pronto ad abbracciare.

Mandagli

dal tuo Cuore trafitto

un raggio di luce

perché

quelle tue braccia aperte

in un amore sovrumano,

che redime,

egli veda….

In virtù di quella grazia

che, sola,

a Te conduce,

finalmente si ravveda…...

Volgi a lui il tuo sguardo benigno

e fa che il suo

Angelo Custode

a lui provveda,

lo governi, lo guidi

e gli resti vicino

nel suo spinoso cammino.

 

 

Eden

 

 

Sognavo di stare in un giardino

e lungo il sentiero che percorrevo

raccoglievo fiori

durante il cammino

da offrire al Signore

come atto d’amore.

Pensavo infatti

solo ad amarlo

col cuore e con la mente

ed Egli che legge ogni pensiero

e del cuore scruta i sentimenti

di me si prendeva cura

tutti i momenti.

 

Questo era un bel sogno,

ma dal divino progetto

per niente differente,

perchè chi tale sogno

in questa vita riuscisse a realizzare

vivendo solo di amor di Dio,

offrendogli opere di bene

col profumo di santi fioretti,

nell’aderire alla Sua Volontà

di certo riuscirebbe a trovare

la vera felicità.

Invece ci preoccupiamo di tante cose

che alla fine

sono poi vanità,

come il Verbo

disse a Marta nel Vangelo,

perché ciò che a ciascuno è necessario

a Dio è noto

nel divino pensiero.

 

Se il nostro cuore 

fosse solo a Dio vicino,

anche sulla terra

il nostro cammino

sarebbe giulivo

come quello

dei nostri antenati

nel celeste giardino.

 

 

Un uccellino

 

Sul ciglio fregiato

di un cornicione

posa nell’ora vespertina

un uccellino

intento a guardare

da lontano

il mare……

Dal cielo

tra l’azzurro fioco

e una nuvola rosa

perlacea la mezzaluna

da ponente gli sorride

e forse più in alto

lo invita a volare……

Ad un tratto l’uccellino

le ali fa vibrare

come se il Creatore

volesse salutare……

Poi spicca il volo

verso il sole

che, all’orizzonte,

sta per tramontare.

 

Dammi, Ti prego

O mio Dio trascendente,

che per amore infinito

ti sei annientato

per salvare ogni uomo

dal suo peccato,

Ti prego, Signore,

per quell’amore con cui ti sei donato

e fosti in cambio crocifisso

dopo essere stato schernito

e flagellato,

dammi, Ti prego,

dal tuo corpo consacrato

una briciola della tua umiltà,

fa che dal calice della salvezza

del tuo sangue divino io beva

e una goccia della tua carità

eterna impronta mi sia

della tua dolcezza……

Dammi una goccia della tua mitezza

che degna di te mi renda

e, purificata della mia debolezza,

possa allora finalmente

la tua gloria celebrare,

o mio Dio trascendente.

 

 

Oltre lo scibile

 

A immagine di Dio

tu sei, uomo,

pallida ombra

della Luce

eterna ed infinita,

microscopica scintilla

di quel Roveto Ardente

che Mosè vide sul Monte.

Sei come il fumo

a immagine del fuoco

o la nebbia

a immagine del sole

o altro qualsivoglia paradosso

inventar si possa……

Qualunque paragone

indicare altro non può

che l’umana presunzione.

Eppure tu, pallida ombra,

arrivi a fare

l’incredibile….

Che sarà dunque Dio,

Creatore dell’Universo,

dell’al di là,

oltre lo scibile,

nel più insondabile mistero

dell’invisibile?

Con quale ardire

pretendi, tu,

pallida ombra,

di indagare il Vero?

Ebbro di umana scienza

tu vorresti togliere il velo

a cotanto Mistero!!!

 

 

Il sole e le nubi

 

Nel sole ravviso,

guardando il cielo,

l’occhio di Dio

che traspare

attraverso un lieve velo

di diafane,

candide nuvole…..

Con celeste sguardo

l’anima mi illumina

e la eleva

verso un divino traguardo…..

Nelle nubi

il peccato

invece ravviso,

che oscura

la luce di Dio

e l’anima

precipita

dal paradiso

nel vortice

del male,

nelle tenebre,

nel buio….

E all’improvviso

la pioggia

insieme con le lagrime

bagna il mio volto

di dolore intriso.

 

 

Di fronte a Dio

 

Con l’alito divino

da polvere

persona sei diventato,

su tutti gli esseri

Egli ti ha elevato…..

Ma la testa, ahimè,

ti sei montato

e da creatura arrogante

“creatore” diventato,

come gli avi con la torre di Babele,

la scalata verso i cieli

credevi di avere iniziato…..

E’ vero che sulla luna sei arrivato

e anche oltre

potresti un giorno arrivare,

ma guarda

quanto è immenso l’universo…..

E tu, pallida ombra

della divina Luce,

con tutto il tuo progresso

pulviscolo resti

di fronte a Dio,

limitato come monade

nel tuo piccolo io.

 

 

Notte di Natale

 

 

Fragrante profumo

di muschio

sale dalle pendici

del monte….

 

Gli zampognari abbracciano

le cornamuse e il loro fiato

in musica divina

si diffonde…...

 

Nel mezzo della notte

una campana

annuncia

la nascita del Messia…..

 

Nell’aria circostante

il cuore sente

di Angeli

un coro osannante……

 

 

 

Un raggio

 

Nell’incanto silente

della selva

attraverso la nebbia

soave un tepore

mi accarezza…..

Lieve e sottile

un raggio

tra gli arbusti

tenue s’infiltra

e la sua luce,

come musica divina

all’improvviso,

il cuor mi molce

e l’anima ne vibra

assai dolce…..

 

 

Oltre la morte

 

Vivo questo tempo

da straniera….

Sento il peso degli anni…..

Fedele mio compagno

è il desiderio

di incontrare per sempre

il Signor mio….

Di ricongiungersi col suo Dio

brama l’anima mia,

sebbene ogni vita

altro non sia

che breve parentesi,

attimo fuggente

dell’eterno divenire…...

Beati veramente sono quelli

che sentono nel cuore,

ancor prima di morire,

desiderio di pace

e tanto amore,

perché ciò eternamente

troveranno in Te,

del bene infinito

Eterno Dispensatore.

Allo stesso tempo

mi conforta il pensiero

che al mio commiato

da questa terrena vita,

ancorchè inutilmente vissuta,

del tutto essa

so che non sarà finita,

perché immagino

e fermamente spero,

anzi credo certamente vero che,

strumento indegno

nelle Tue Mani,

di quanto ho seminato

lungo la strada,

che Tu mi hai tracciato,

almeno un seme germoglierà

e con esso,

anche qua, oltre la morte,

della mia vita terrena

una traccia

continuerà

a lodare Te,

mio Creatore,

mio Signore.

e mio divino Redentore.