Pensieri e Scintille

 

Pensieri

 

1)

 

Chiedete e vi sarà concesso

 

Che cosa vi sarà concesso?

Tutto. Purchè non contrasti con la volontà di Dio.

E qual è la volontà di Dio?

Tutto ciò che è buono e a fin di bene.

Ma qual è il vero bene? A volte a noi sembra bene quello che invece è male, infatti dice il Signore per bocca di Isaia:"I miei pensieri non sono i vostri"

Perché?

Perché Egli è Onnisciente e vede l'eterno, noi invece non vediamo che il presente, quando pure non lo vediamo distorto dalla nostra miopia spirituale.

Per questo Gesù ha detto: "Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, il Padre celeste non darà lo Spirito Santo a chi glielo chiede?"

Ecco bisogna chiedere lo Spirito Santo e siamo sicuri che Dio ce lo darà e poi con i doni dello Spirito Santo, quindi col sostegno divino che è la Grazia, cerchiamo solo di fare la volontà di Dio, sicuri di non sbagliare, perché Dio è Padre buono e non ci darà mai una serpe al posto di un pesce, né un sasso al posto del pane.

Caso mai non ci darà quello che a noi sembra bene e invece è male.

Attenzione! Noi siamo liberi di optare per il male al posto del bene, ma non chiediamolo al Signore.

 

 

 

2)

Nella croce è la grazia

Gesù inchiodato alla croce è l'unico Ponte che ci unisce e annulla l'infinita distanza tra la nostra miseria e l'infinita perfezione di Dio. Questa Grazia la riceviamo nella S. Comunione.                      

 

3)

La preghiera degli innocenti

"Nella notte nera

nel bagliore di un lampo

nel cuor della bufera,

appare un angelo,

che porta al cielo

di un bimbo impaurito

la preghiera….."

Anche la bufera ha un cuore e chi ha fede vede anche nel cuore della bufera un angelo che porta al cielo la preghiera di un bimbo innocente. Nelle bufere della vita che sono specialmente causate dai peccati, le preghiere degli innocenti arrivano al cuore di Dio. E sono quelle che salvano il mondo.

 

4)

Conviene essere buoni

Spesso si sente dire:" ad essere buoni non ci si guadagna mai, le persone buone sono quelle che soffrono di più, contro le quali sembra che si accanisca la sorte. Beati quelli che il paradiso ce l'hanno in terra, tanto dopo non c'è più niente." Non è così, assolutamente: questa vita è una valle di lagrime per tutti, da quando gli esseri umani perdettero la felicità dell'Eden, che coincideva con la vita nella beatitudine di Dio per la quale erano stati creati. L'infelicità della vita temporale è dovuta al peccato originale e non vi si sottrae nessuno. C'è chi se la porta scritta in fronte, chi la nasconde nel profondo del cuore. Premesso questo ci sono tuttavia alcuni invidiati per la loro vita "felice". Ma almeno due dolori, i più grandi per un essere umano, ai quali non si possono sottrarre, bisogna ammettere che ci sono anche per loro e sono la propria morte e la perdita di una persona cara. Pensando alla propria morte, che dolore profondo, intenso, ineluttabile e disperato deve essere lasciare una vita di benessere, di felicità, di tutto ciò che è stato unico scopo e unica soddisfazione della vita. E' l'epilogo di un dramma indescrivibile: bisogna lasciare tutto per……niente. Ed è inevitabile. Anche se non credono nella vita eterna, a costoro basterebbe solo questo dolore per aver ragione di dire: questo è l'inferno! Ed è vero che l'inferno incomincia in questa vita. Ma ci sono poi quelli che, secondo una "particolare" filosofia, se muoiono di morte improvvisa, sono esenti anche da questo inferno, che consisterebbe nel distacco dai beni terreni ( parlo naturalmente interpretando il loro pensiero, come se un giudizio di Dio non esistesse.) Però chi non ha mai vissuto il dolore per la perdita di una persona cara? Per la persona amata o per un figlio o per chi ci ha dato la vita e il primo affetto? E potrebbe essere lungo l'elenco, sto parlando della morte. Ma arrivano a volte in questa valle di lagrime tempi più o meno lunghi di sofferenze tali e talmente difficili da sopportare, quando non c'è il sostegno della Fede, che in confronto anche la morte per questi infelici non è il peggiore dei mali. Quindi quelli che dicono "tanto poi non c'è niente" sento di dire che mi fanno molta compassione proprio perché non hanno il conforto della Fede. Il cristiano che con cuore puro si affida al Padre Celeste e accetta la Sua volontà, anche nei momenti dolorosi della croce quotidiana ha la speranza che la vita non finisce nella tomba, ma continua nell'eternità, ha la speranza che, già da quando è ancora in questa vita, nello Spirito Santo troverà quella Luce che si manifesterà nell'intera sua pienezza dopo la morte, perché come l'inferno anche il paradiso comincia qui. E un buon cristiano sa che se soffre con Cristo risorgerà con Cristo per una vita che non sarà più quella della valle di lagrime, ma quella eterna per la quale Dio ci ha creati.

Conviene sempre essere buoni, perché la bontà viene da Dio e a Dio conduce e all'unica felicità vera che si identifica solo con Dio.       

 

 

5)

 

La preghiera

 

La preghiera più gradita al Signore è quella che scaturisce da un cuore traboccante di amor di Dio, anche senza parole.

 

 

6)

 

L'amore perdona

 

(Paulo Coelho, I racconti del Maktub)

 

UN RITAGLIO AL GIORNO…

Un'iniziativa di Qumran Net, banca dati per la pastorale

 

Leggo:

 

"All'ultima cena, Gesù accusò con la stessa gravità e le medesime parole due dei suoi apostoli. Entrambi avevano commesso i crimini predetti da Gesù. Giuda Iscariota nascose i suoi sentimenti e condannò se stesso. Pietro anche nascose i suoi sentimenti, dopo aver rinnegato tre volte tutto ciò in cui aveva creduto. Ma nel momento decisivo, Pietro capì il vero significato del messaggio di Gesù.Chiese perdono e andò avanti, umiliato. Avrebbe potuto scegliere il suicidio, invece affrontò gli altri apostoli e dovrebbe aver detto: "D'accordo, raccontate i miei errori fino a che esisterà il genere umano. Ma lasciatemi correggerli". Pietro imparò che l'Amore perdona.. Giuda non imparò nulla."

 

Rispondo:

 

E tu che cosa hai imparato? Gesù ha insegnato che bisogna perdonare e che non bisogna giudicare. Egli per primo ha perdonato Giuda, tanto che nel Getsemani lo chiamò "Amico" (mt. 26, 50) Anche Giuda si pentì e restituì il denaro maledetto, ma la fredda incomprensione e la durezza del cuore dei sacerdoti del tempio gli fece perdere il lume della ragione. La Chiesa una volta rifiutava il funerale religioso ai suicidi, adesso non più, perché solo Dio può giudicare senza sbagliare ciò che passa per la mente umana e se in certi momenti ha ancora la facoltà di ragionare. Tu invece lo giudichi e lo condanni. Anche questo è un tradimento che offende Gesù, perché non disse di perdonare sempre, di perdonare tutti e allo stesso tempo di non perdonare Giuda. Sant'Agostino definisce " felice colpa" quella di Adamo perché senza quella colpa non avremmo avuto un Redentore tanto amabile. Ma senza Giuda sarebbero bastati i tuoi tradimenti insieme con quello di Adamo a procurare un simile Redentore? Non ci sarebbe stata Redenzione. Lasciamo che sia Gesù a giudicare. Solo Lui ne ha facoltà, perché solo Lui è Onnisciente oltre che Misericordioso. E con la stessa misericordia con la quale avremo giudicato gli altri saremo giudicati noi stessi.

 

 

7)

 

Chi sono io?

 

Io sono il nulla, pensata da Dio sono diventata Agata Alberta Irene. Io dunque esisto perché Dio mi ha pensata. Perché Dio mi ha pensata? Tutto ciò che è nella mente di Dio è amore. Dio mi ha pensata per amore, mi ha creata come strumento del Suo Amore, perché io Lo ami e Lo faccia amare. Quindi io, vile strumento, sono una serva del Signore. E il Signore, Maestà infinita, si è fatto servo della Sua serva fino a morire in croce per lei solo per amore, per salvare la sua anima, che deturpata dal peccato originale e redenta dalla Sua divina umanità, fosse degna di ritornare per i Suoi meriti nel suo Cuore, luce della sua Luce. Io, vile strumento, serva indegna, come posso arrivare a tanta grazia? Solo per la sua Misericordia, perché il Suo Cuore ha pietà di me.

Questo significa Misericordia =Il cuore che ha pietà

Grazie, mio Dio. Spero, Credo, Amo e Ti glorifico in eterno glorificando la tua Misericordia.

8)

 

Siamo stati apostoli?

 

A parte la debolezza della natura umana, che col peccato originale tutti, ad eccezione della Vergine Maria, ereditiamo con la propensione al male, nessuno nasce con la volontà di fare il male. L'anima che è l'alito di Dio sulla natura umana è buona e tutti i bimbi sono buoni, poi l'educazione e l'ambiente fanno molto spesso diventare cattivi. Gli esseri umani, tutti, fanno il male perché non conoscono il bene. Chi conosce il bene, chi lo conosce veramente, non fa il male, come chi vede la luce non va verso le tenebre. Quindi chi ha la grazia di conoscere il bene ha il dovere di farlo conoscere agli altri e non con le parole che poi, spesso, vengono screditate dai fatti ma con l'esempio. Gesù, vero uomo, ma Verbo incarnato, Maestro Divino, ci insegnò a conoscere il bene con la parola, ma non sarebbe stato credibile al 100% se quanto aveva insegnato con la parola non lo avesse confermato con l'esempio della sua vita, dalla nascita alla morte. Nessuno può dire nemmeno di una sola cosa "sì, lo disse, ma Lui non lo fece". Dio non ci chiede conto della nostra debolezza, ma a quanti ha dato la grazia dello Spirito Santo ci chiederà conto se abbiamo compiuto la missione che ci ha affidato, cioè se abbiamo fatto conoscere il bene a chi per l'educazione o per l'ambiente non lo conosceva. Insomma ci chiederà se siamo stati apostoli. Dobbiamo rispondere di noi stessi e degli altri che dovevamo guidare alla salvezza. Questo vuol dire essere cristiani, questo vuol dire amare Dio, questo vuol dire amare il prossimo. E di questo dobbiamo rendere conto.

 

 

9)

 

" Non la mia ma la tua volontà"

 

A volte ci ostiniamo a fare o a volere qualche cosa che non rientra in quel progetto che Dio ha su ciascuno di noi. E, quel che è peggio, insistiamo nel chiedere l'aiuto del Signore con presunzione e caparbietà, oltrepassando i limiti dell'umiltà. Questo non vuol dire fare la volontà di Dio, ma tentare di imporre a Dio la nostra volontà. Quando abbiamo fatto tutto quello che era nella nostra possibilità, abbiamo anche pregato e non c'è più altro da fare, l'ultima cosa, la più importante, è quella di accettare la volontà di Dio con umiltà, con fiducia e di buon animo. Ce lo insegna Gesù nel momento più importante della sua vita: "Padre, se puoi…..ma sia fatta non la mia, ma la Tua volontà"

 

Oh, di quanti desideri non esauditi e di quante grazie non ottenute ho ringraziato poi il Signore!

 

 

10)

 

"La tua fede ti ha salvato"

 

Gesù, quando guariva o comunque faceva qualche miracolo, suggellava sempre con la medesima frase "La tua fede ti ha salvato" La fede è indispensabile per meritare la grazia. Che cos'è la fede? E' fiducia totale, senza riserve, in Colui che può tutto, quindi è abbandono assoluto a Lui, a ciò che Egli vuole e può. Ma che cosa Egli vuole e può? Solo ciò che è buono. E chi ha la misura del Bene, di ciò che è buono? Il Bene Assoluto e Infallibile. Per le creature umane a volte ciò che è buono per uno non è buono per un altro. Solo quando si accetta in toto la Volontà di Dio si ottiene la grazia dello Spirito Santo, che non è indispensabile solo per la vita eterna, ma anche per vivere con serenità questa vita terrena, nella fiducia, nell'abbandono e nell'amicizia con il Padre Celeste.

 

11)

 

La pazienza

 

C'è chi sotto il sole altro non vede se non sofferenza e malvagità e, preso dalla depressione o dalla disperazione, si suicida. Poveretto! Basterebbe chiudere gli occhi e aspettare…..In questo mondo tutto è soggetto al divenire e il sole sorge ogni giorno. Piuttosto che preferire le tenebre eterne al sole, basterebbe chiudere gli occhi e pregare. Il sole sorge ogni giorno…..Basterebbe aspettare e non perdere la speranza che un giorno tutto possa cambiare, perché il sole sorge ogni giorno. E anche le nuvole passano. Ci sarà finalmente un giorno in cui il sole sorgerà e non ci saranno nuvole e nemmeno sofferenza e nemmeno malvagità……Con fede bisogna aspettare quel giorno in cui il Sole non tramonterà. La pazienza è la virtù dei Santi.

 

 

12)

 

"Siate perfetti"

 

Dio non pretende la nostra perfezione, sa bene di che cosa siamo capaci e poi non possiamo essere perfetti perché la Perfezione è Lui. E' il desiderio di Lui, che Egli desidera da noi e noi Lo desideriamo se Lo amiamo. Chi riconoscendosi assolutamente imperfetto ha, tuttavia, il desiderio della perfezione e ama la perfezione vuol dire che ama Dio. "Siate perfetti come il Padre vostro che è nei cieli". Chi ama veramente Dio, ama essere tutt'uno con Dio, cioè ama la Perfezione, tende ad essa e detesta tutto ciò che è contro la Perfezione ovvero il peccato. Ma spesso sbagliamo. Però se umilmente riconosciamo la nostra debolezza e chiediamo allo Spirito Santo la fortezza, noi non la vediamo, ma la mano di Dio è protesa, pronta a innalzarci con la Sua Grazia verso la sua Perfezione. Basta soltanto questo desiderio, così poco, per rispondere all'immenso amore che Egli ha per noi

 

 

13)

 

"Convertitevi e credetela Vangelo"

 

Gesù inizia la sua missione salvifica annunziando il Regno di Dio cioè il regno del bene che trionferà sul regno del male, quando la divina luce splenderà per tutti quelli che brancolano nelle tenebre del peccato. Questa è la buona novella, cioè la buona notizia ovvero il Vangelo. Convertitevi e credete sono due imperativi, ma Gesù non è venuto a toglierci la libertà . E' venuto perché alla luce del Vangelo possiamo tutti convertirci dal male al bene. La sua missione oltre alla passione, morte e resurrezione per liberarci dal peccato originale, che ha corrotto la nostra natura, consiste anche nel farci conoscere il bene, affinché dopo la redenzione e il perdono possiamo proseguire il cammino sulla via del bene, per arrivare al Paradiso che è il Regno del Bene Eterno. La via del bene è tracciata negli insegnamenti del Vangelo, quindi per convertirci dobbiamo credere al Vangelo. Ma che significa credere? Se ho un problema da risolvere e chiedo consiglio a due persone, ciascuna delle quali mi indica la soluzione secondo il suo avviso, io scelgo il parere della persona nella quale ho più fiducia, quindi nella quale credo, e le dimostro la mia fiducia mettendo in atto il suo consiglio. Quindi credere significa eseguire. Per motivi egoistici, il più delle volte stupidi, posso fingere di credere anche all'altra persona, ma poi faccio il contrario di quello che mi ha consigliato, così, la faccio contenta e gabbata. Non basta credere. Occorrono le opere per confermare la fede. Gesù non è una Persona da gabbare. Egli ci giudica e conosce anche i nostri pensieri.  

14)

 

Nei momenti dell'ira

 

Se nei momenti dell'ira si pensasse a Gesù crocifisso, il suo sangue ne spegnerebbe i fumi e i nostri occhi schiariti vedrebbero la realtà invece che offuscata dall'ira, alla luce di Dio, nella pace dell'anima.

 

 

 

15)

 

La preghiera e la grazia

 

La preghiera vera, quella che scaturisce dal cuore con amore è molto gradita al Signore e va direttamente al cuore di Dio. Con la preghiera a Dio gradita si possono ottenere molte grazie.

 

 

 

16)

 

Mente e cuore

 

Io che con la mente non capisco come Tu, immenso e divino, possa prenderti cura di me che sono pulviscolo invisibile nell'Universo….Io che con la mente non capisco come Tu, infinito e creatore del Cosmo, possa donarti a me nella S. Comunione….Io col cuore capisco come Tu, Amore inesplicabile, possa venire nel mio cuore: Tu vieni perché una scintilla di amore puro, benché minima, minima, minima, relativa alla mia assoluta piccolezza, a Te non sfugge e vieni nel mio cuore attratto da quella scintilla e lo riempi tutto di Te e io ti sento tutto in me, vivo, immenso, infinito….Ma la mia mente non capisce come il mio cuore possa contenere tanta grazia senza morire….

 

 

 

17)

 

Il dolore

 

E' il dolore che ci unisce a Gesù: in esso si vive e si condivide, sebbene in scala ridotta ai minimi termini, la divina passione e nella santa unione che esso sancisce continua la Redenzione nel Corpo Mistico.

 

 

 

18)

 

"Amate i vostri nemici"

 

Che cosa vuol dire amare i propri nemici? Spesso sento dire "è più forte di me, non riesco a perdonarlo". Qualunque sentimento che abbia le radici nel male è un sentimento che la natura stessa ci trasmette, perché corrotta dal peccato originale. Ma Dio ci ha dotato di ragione e volontà. Amare quindi il proprio nemico non vuol dire avere un sentimento di "amore" nel senso che si possa fare una bella partita a carte con lui o andare insieme a prendere un caffè al bar. Vuol dire solo non ricambiare male con male, non lasciarci vincere dall'odio e la cosa più importante che Dio gradisce da un vero cristiano è che non deve augurare male al suo nemico, anzi se vede il suo nemico nel bisogno, se lo può aiutare, si deve dimenticare che da lui ha ricevuto del male, anche grave, r lo deve aiutare in qualsiasi modo possa farlo. Lo deve fare per la gloria di Dio, perché il Bene trionfi sul male e non il contrario.

 

 

19)

 

Il senso della vita

 

Quando perdi ogni certezza…..quando ti abbandona ogni speranza……quando ti sembra che niente e nessuno ti possa liberare dall'angoscia che ti tormenta……fatti un segno di croce e pensa che dalla croce Gesù ti ha salvato…..Abbraccia quindi anche tu la tua croce, con Lui, e troverai conforto, perché Lui è la certezza, Lui è la speranza e con Lui l'angoscia che ti tormenta diventa la tua santità, dall'unione con Lui inizia il tuo Paradiso. Questo è il senso della vita per un cristiano.

 

 

20)

 

Il vero amore

 

L'anima è l'alito di Dio sul fango della materia di cui siamo fatti. La materia è la causa delle nostre debolezze umane e dei nostri peccati, ma l'anima che le dà vita viene da Dio che è amore. Essa quindi nobilita la materia se ci lasciamo guidare dai buoni sentimenti. E' l'anima che ci dà la forza di amare, se l'amore è puro. Quando l'amore diventa peccato non viene da Dio ma dai sensi ed è uguale a quello degli animali. Allora l'essere umano è veramente una bestia e spesso confonde l'amore con l'odio, che è ……il rovescio della medaglia.

 

 

 

21)

 

Quando l'ispirazione viene da Dio

 

C'è chi esprime i propri sentimenti con la chitarra chi con la penna, ma sia la chitarra che la penna esprimono quello che altrimenti il cuore non potrebbe dire. Il Signore , che legge nei cuori, con la sua ispirazione traduce in melodia o in poesia quei sentimenti perché diventino luce che possa a sua volta illuminare altri cuori per benedirLo.

 

 

22)

 

Anima in tempesta

 

La mia anima è come una barca sballottata nella tempesta. Il mare che mi circonda è agitato, livido, spaventoso….Divino nocchiero, vieni in mio soccorso, dammi rifugio nell'oceano sereno della tua pace, nel tuo cuore! Nei momenti di tempesta mi aggrappo a Te e solo in te vedo l'áncora della mia salvezza, ho fede nella tua misericordia.

23)

 

La vita è purificazione

 

Dio ci ha creati per il Paradiso, dove c'è solo il bene, ma i nostri progenitori vollero conoscere anche il male. Il male in Paradiso non potevano conoscerlo, perché in Paradiso esiste solo il bene e Dio è il Sommo Bene. Dio ha creato l'uomo a sua immagine, quindi libero, perché Dio è libero. L'uomo usò la libertà contro Dio. E fece la sua esperienza del male in questo mondo. Ma dotato, a immagine di Dio, anche di intelligenza, l'esperienza del male gli è servita per fare la sua scelta in libertà. La vita nel tempo e nello spazio è una vita di prova. Ciascuno si purifica attraverso la sofferenza, conseguenza del male, col compito di compiere una missione. Quando la sua missione è finita, se al male ha preferito il bene torna nel Paradiso.

 

 

 

24)

 

L'Uomo-Dio nostro Salvatore

 

Se l'uomo in questo mondo è venuto nel regno del male per sua scelta, come poteva scegliere fra il bene e il male? Ma Dio non ha abbandonato l'uomo e parlava alla sua anima per mezzo della coscienza e, man mano che l'uomo progrediva nella morale, parlò per mezzo di Mosè e poi ancora per mezzo dei Profeti. Finchè venne Gesù, Verbo di Dio incarnato, a insegnarci la Verità. Non solo ci insegnò la Verità, predicando il Vangelo, ma ci indicò la Via per mettere in pratica i suoi insegnamenti con l'esempio della sua vita quotidiana, dalla nascita alla morte, senza mai contraddirsi con alcuna incoerenza tra il dire e il fare, e ci diede la Vita della beatitudine eterna, perduta col peccato originale, espiando con la sua morte e passione i peccati di tutta l'umanità di tutti i tempi, facendoci conoscere e amare la carità, il perdono e la misericordia di Dio, che sono il distintivo di ogni vero cristiano.

 

 

 

25)

 

L'invidia

 

Tutte le colpe, tutti i peccati, se non c'è qualcuno che li punisce restano impuniti. L'invidia è l'unico peccato che si punisce da sé. E' una colpa che, seppure nascosta agli occhi o alla conoscenza degli altri, rode, avvelena, fa soffrire l'anima di chi ne è schiavo. A volte più che una punizione è una vera tortura. Ne sono vittime buoni e cattivi, credenti e non credenti. E' un castigo che non risparmia la preda. Guai agli invidiosi!!!

 

 

 

26)

 

Il comportamento

 

Il comportamento di certi cristiani mi fa venire in mente la parabola degli invitati a mensa che spesso riesce difficile capire. Per rinfrescare le idee:Un Signore dá una festa, ma gli invitati hanno altro da fare e non accettano l'invito. Il Signore allora invita altre persone, che, essendo povere, non impegnate e umili accettano l'invito con gioia. Ma capita in mezzo a loro un personaggio la cui presenza non è gradita al Signore, che pertanto non lo riceve. Perché? Dice la parabola "perché non aveva l'abito adatto". Chi legge questo, spesso si meraviglia e dice "è andato con l'abito che aveva". Tutti sono andati con l'abito che avevano, perché l'invito era arrivato inaspettato. Pensare che il personaggio non gradito fosse l'unico "non in giacca e cravatta" è sbagliato. E' giusto pensare il contrario: costui era sicuramente uno che si sentiva importante e in mezzo ai poveri e agli umili stava a disagio, non era un povero straccione come loro e si presentava con "la puzza sotto il naso".Era lui che non si trovava nel posto degno di lui. Per questo il Signore non volle riceverlo. In Paradiso ci può stare chi non si sente migliore degli altri né per virtù né per posizione sociale, perché lì gli ultimi saranno i primi e Gesù ci diede l'esempio: i suoi amici erano quelli che i farisei disprezzavano. C'era anche qualche personaggio più benestante, ma non aveva "la puzza sotto il naso".

 

 

 

27)

 

La resurrezione dei corpi

 

Quando S.Paolo predicò in Atene parlando del Dio ignoto sembrava che avesse convertito tutto l'uditorio, ma quando parlò della resurrezione dei morti gli dissero "Di questo ci parlerai un'altra volta" e se ne andarono. Purtroppo l'uomo continua a pensare Dio a sua immagine e somiglianza, ma invertendo i ruoli cioè non è l'uomo a immagine e somiglianza di Dio, pallida immagine di una luce infinita, ma Dio a immagine dell'uomo. Quindi secondo l'uomo le facoltà di Dio non vanno oltre alle facoltà dell'uomo. E quello che è impossibile all'uomo è quindi impossibile a Dio.

Ma tu, uomo, hai mai contato le stelle dell'universo? Non solo quelle che vedi, ma anche quelle della Via Lattea o di altre infinite galassie, che l'essere umano non può nemmeno distinguere e altre che non potrà mai vedere con nessuno strumento nei confini illimitati dell'universo? Hai mai pensato a Dio non a tua immagine e somiglianza, ma Infinito, Onnipotente….. Creatore dell'Universo?

 

 

 

28)

 

La forza dei deboli

 

Una persona , che a volte trattandosi della Fede vacilla, ha detto "L'uomo crede perché è debole e si aggrappa a Dio". Gli ho risposto: "Hai pienamente ragione. Lo conferma il fatto che persone deboli trovano la forza di sopportare il martirio. E' lo Spirito Santo che col dono della Fortezza (virtù cristiana) fa i santi. Lo Spirito Santo è Dio e sul sangue dei martiri la barca di Pietro, cioè la Chiesa, galleggia da più di 2000 anni. I più grandi imperi dove sono finiti?

 

 

 

29)

 

L'Uomo-Dio, crocifisso e risorto

 

Gesù crocifisso ha lavato i nostri peccati col suo sangue, con la sua resurrezione ha sgombrato da ogni colpa la nostra via dalle tenebre verso la divina luce. La Verità del Risorto ci indica ora la via verso la Vita nel regno della perfezione in unione con Dio, quindi ora la nostra salvezza dipende dalla nostra volontà e dal desiderio del Bene con sincero e costante impegno nell'ubbidire ai precetti del Verbo incarnato. Nella sua misericordia infinita Gesù, che conosce la debolezza umana, ci ha promesso l'aiuto e il sostegno dello Spirito Santo durante questo cammino a volte breve, a volte lungo, che ci è stato assegnato in questo regno del male, dove ciascuno ha da compiere una missione, continuamente tentato dal principe delle tenebre, che di tentare gli esseri umani, dei quali si serve per continuare la sua lotta contro il trionfo del Bene, non ha mai smesso.. Noi, poveri mortali, nella nostra miseria e nella nostra fragilità disponiamo in questa lotta di una sola arma: la volontà, messa a dura prova dal Satana, che con molta facilità riesce a contrastarla e spesso ne usciamo perdenti. Ma siamo infallibilmente difesi dallo scudo della Grazia, che ci viene elargita per misericordia se siamo consapevoli di tanta nostra debolezza con altrettanta umiltà. Quindi la nostra salvezza, condizionata dalla nostra volontà e dal nostro impegno, è garantita dalla nostra fede nel Crocifisso risorto e dalla sua infinita misericordia. Nella SS. Trinità la nostra salvezza è stata presente nella mente di Dio Padre fin dall'eternità e fin dalla creazione ne è stato artefice designato il divin Figlio, il tutto alla luce dello Spirito Santo, che è l'amore eterno che ha sempre unito il Creatore all'unica creatura perfetta per essenza: l'Uomo-Dio, crocifisso e risorto.

 

 

 

30)

 

Esperienza e saggezza

 

A una giovanissima ragazza, scampata alla morte nel terremoto dell'Abruzzo, è stata posta da chi la intervistava la domanda: "Che cosa ti ha insegnato questa triste esperienza?" Ha risposto: " Che bisogna accontentarsi di quello che si ha e pensare ad ogni giornata che potrebbe essere l'ultima".

 

 

 

31)

 

"ed io gli darò da bere"

 

Il Signore invitò tutti così: "Vengano a me tutti coloro che sono assetati ed io gli darò da bere". Mio Gesù , l'anima mia è nel deserto, ho tanta sete…..cammino per venire a Te, ma il cammino è lungo e faticoso, inciampo continuamente e non arrivo mai, sento tanta stanchezza…..Che posso fare? Pensaci Tu.

 

 

 

32)

 

Al limite della pazienza

 

Signore, quando sono al limite della pazienza, ti prego e ti chiedo di farmi presente con la tua grazia che Tu per salvare l'anima mia, oltre a tutte le altre sofferenze, hai avuto la pazienza di sopportare per tre ore l'atroce supplizio di pendere da una croce, inchiodato.

 

 

 

 

33)

 

Nel mondo, ma non del mondo

 

Siamo in una valle di lacrime: male, insidie, incomprensione. Si vive circondati di spine. Ma chi tutto questo vive con Dio nell'anima, tutto accettando dalle sue mani per un Bene eterno, vive beato anche in questa valle di lacrime, perché vive nel mondo, ma non è del mondo. Signore, fa che io viva in Te.

 

 

 

 

 

34)

 

"Beati i puri di cuore "

 

I puri di cuore sono quelli che hanno Dio nel cuore, perché vivono in Dio e amano pensare, parlare e agire in modo da non offenderLo, anzi di piacere a Lui e glorificarLo

 

 

 

 

 

35)

 

Amore mi salva

 

Quando il maligno mi tenta in qualsiasi modo, non sono io l'obiettivo, io sono lo strumento di cui si vuole servire nella lotta continua del Male contro il Bene. Allora io, mio amato Bene, Ti immagino nelle sembianze di Gesù Bambino e Ti nascondo nel profondo del mio cuore e Ti proteggo dal tuo nemico tenendoti stretto con tutto il mio amore. Dove c'è amore il demonio non ha adito . E….Amore mi salva

 

 

 

 

36)

 

"Felice colpa"

 

Se "felice colpa - fu definito il peccato di Adamo da Sant'Agostino - colpa che meritò di avere un così grande Redentore" io oserei definire, sebbene mi sanguini il cuore, "felicissima colpa" quella di Giuda, il quale fu strumento indispensabile perché si compisse la Redenzione.. Ma, secondo il comandamento dello stesso Redentore, è meglio "non giudicare" perché non abbiamo né avremo mai gli strumenti per giudicare lo svolgimento dei Pensieri di Dio. Possiamo solo osannare alla divina misericordia, perché di essa ha dato testimonianza lo stesso Gesù dall'alto della croce.

 

 

 

 

37)

 

Il santo e il peccatore

 

Fra il santo e il peccatore non c'è essenziale differenza. La differenza è nella Grazia: il santo può diventare peccatore e il peccatore può diventare santo. E la Grazia (non è blasfemo paradosso) dipende da noi. Dipende solo da un sì, ma un si che si deve dire solo al Bene. E che cos'e' il Bene?

Gesu' ce lo ha insegnato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scintille

 

 

Introduzione

 

 

 

Molti anni fa avevo raccolto in volumetto un discreto numero di poesie che avrei voluto pubblicare e avevo scelto come titolo "Scintille". Poi non lo avevo pubblicato e devo confessare che mi aveva distolto dall'idea il pensiero della spesa, sapevo infatti che pubblicare un libro costa molto. Dopo qualche tempo, avendo partecipato ad un concorso letterario, avevo ottenuto come primo premio la pubblicazione di una raccolta di poesie e così avevo potuto pubblicare il mio volumetto al quale però non avevo dato il titolo "Scintille" ma quello della poesia con la quale avevo vinto il premio.

Nell'anno 2006 avevo pubblicato un calendario accettando la proposta dell'Accademia Culturale "Il Convivio" e ne avevo mandato uno in omaggio a Don Peppino Uda , parroco di Bortigali.

Un bel giorno mi son vista arrivare un libricino, dove il reverendo aveva raccolto le poesie relative a ciascun mese dell'anno:"Le ho lette tutte d'un fiato. Poi, per poterle meglio conservare, le ho fotocopiate, (senza il tuo permesso!) ed ho fatto il libretto con la copertina plastificata per non sciuparsi: te ne mando due copie per farmi perdonare la libertà che mi son presa. Ho messo anche il titolo: "Scintille", perché sono scintille che si sprigionano dal tuo animo francescano……"

In tutto questo quello che mi ha veramente colpito è la scelta del titolo: una coincidenza a dir poco straordinaria.

Si sa che le vie del Signore sono infinite e questo non desta nessuna meraviglia, ma in quelle vie a volte avvengono delle cose che per lo meno a me destano…..una certa meraviglia.

Con don Peppino Uda di questo non ho mai parlato, quindi di questa coincidenza era, ed è tuttora, assolutamente ignaro ed è, per parte mia, altrettanto assolutamente sorprendente che fra tanti titoli che potevano venirgli in mente abbia pensato proprio "Scintille", il titolo che avevo pensato di dare alla mia prima raccolta di poesie.

A Don Peppino vada un mio sentito ringraziamento.

                                                                                                                           L'Autrice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rovescio della medaglia

 

 

 

La strada di un bimbo:

un selciato con un tappeto di sole….

Ogni pietra è baciata di luce

e non conosce ombra……

Ma la vita è come una medaglia e altrove,

cambiando le coordinate, vedi il rovescio:

un piccino scheletrito,

con pancione enorme e sguardo smarrito….

E' un bimbo denutrito…..

La sua flebile voce implorante

ormai è solo un lamento,

sulla sua strada non vede più il sole….

E' un bimbo che muore…..

Ma ognuno ha fretta e non si cura

di una piccola, infelice creatura

e con coraggio sfrontato ostenta il vanto

di una ipocrita civiltà….

Senza coerenza si fa tacere la coscienza

con obbrobriosa assenza di pietà,

in un mondo corrotto, dove crede

di essere più accorto chi pensa solo a sé

e dove con accanimento infame

ogni giorno si spende per la guerra

e si massacra chi già muore di fame…

Per tutti i bimbi splenderebbe il sole

Se un brivido scuotesse il cuore di chi,

vedendo languire un bimbo nel freddo

della morte, sostituisse il proprio egoismo

con l'amore e in sé proiettasse

l'altrui sventurata sorte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel mosaico del creato

 

 

 

O mio Dio, che, solo, sei buono,

questa inutile pietra (unica verità

del nome!)fa' che sia una tessera

nel mosaico del creato

e che abbia a significare

l'onnipotente grazia

della Tua misericordia

e possa celebrare,

pur invisibile nel tutto

per la sua piccolezza in seno all'universo,

la bontà infinita

che scaturisce dal tuo cuore.

Fa', o mio Creatore, che,

come nell'immensità del firmamento

perfino una stella

scompare alla luce del sole,

possa eclissarmi anch'io

in questo mondo

alla Luce della Tua bontà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notte di Quaresima

 

 

 

Alta è la notte

e nera.

Lo scrosciar

della pioggia

sui vetri,

triste,

all'alma rivela

il pianto del cielo.

Lassù

neppure una stella:

un manto nero.

Nella notte profonda

il lento cader

della pioggia

spezza il silenzio

e violento s'ode

il fragore dell'onda,

che flagella la scogliera,

nella notte

cupa e nera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aprile

 

 

 

Il tiepido sole d'aprile

raggiante sentieri fioriti

diffonde profumo di viole

pei verdi campi,

finora assopiti.

Sui fiori svolazzano lievi

farfalle baciate dal sole

e trilli festosi di uccelli

si uniscono a voci di bimbi.,

ridondano di allegria

le campane,

osannando alla gloria di Dio.

Leggiadre nel cielo le rondini

coi loro garriti gentili

allietano il cuore

che, ardente,

ama il bel mese d'aprile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ceri accesi

 

 

 

Nel cuore di ogni mamma c'è una fiamma

da gioioso amore alimentata, ma spesso arriva

l'ala del dolore, che soffia spietata…..

Il cuore diventa un cero, che in pianto si scioglie,

mentre la fiamma, supplice, tende al cielo.

Piange una mamma per un figlio ammalato

o senza lavoro oppure drogato…..

per un verso o per l'altro, non è rara la volta

che da dolore indicibile essa sia sconvolta….

Se offrisse ogni mamma il suo dolore

o per la Chiesa perseguitata

o dai figli peccatori oltraggiata

o da discordie lacerata…..

oh, il suo grande dolore diventerebbe

un'offerta pregiata….

Allora immagino

questo nostro pianeta

da una selva di ceri illuminato!

Agli occhi di Dio copre le tenebre del peccato

il prevalere di tanta luce, che

dal cuore delle mamme sofferenti scaturisce

e tutti all'eterna luce di Dio essa conduce….

Una vastità di luci, ceri di dolore accesi,

invisibili o indifferenti non sono al Signore,

perché significano il dolore vinto dall'amore,

come il dolore stesso di Gesù redentore.

Il dolore delle mamme, e sono tante,

diffuso su tutta la terra,

unito alla divina passione,

continuerebbe nel Corpo Mistico

di Gesù la divina redenzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulle orme del Sacro Cuore

 

 

 

Venga il tuo regno, o Signore,

il tuo regno che è Luce.

Ma senza il puro desiderio,

che, aborrita ogni trasgressione,

alla santa volontà di Dio conduce?

Il regno celeste è il Paradiso,

dove il volere di ogni Beato

da quello di Dio non è diviso.

In questa valle di lacrime

il regno verrà della pace e dell'amore

quando anche in terra, come in cielo,

sarà fatta la volontà del Signore.

Sarà lungo il cammino prima che da tutti

sia gradito il volere divino, perché

penoso è il Calvario che a Dio ci conduce

nel desiderio della divina luce.

Ma se nel dolore, con docile cuore, ubbidirà

e sulle orme del Sacro Cuore, umile, procederà

di volta in volta ogni eletto,

sottomesso al divino progetto,

sarà beato per il grande ardore di realizzare

il disegno divino della pace e dell'amore.

E come la goccia d'acqua, che stilla

con costanza ad una ad una, riempie il secchio,

in un mare di luce cambierà il mondo vecchio

e verrà il tuo regno, o Signore,

come in cielo così in terra.

Venga il tuo regno di splendore!

E il miracolo lo compia

la forza del tuo amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel sangue del Diletto Figlio

 

 

 

Divino stelo

di triplice candido giglio,

del tuo profumo l'universo intero

inebri con unica fragranza:

dell'unico Dio,

Padre, Spirito e Figlio,

odore spandi d'eterna,

armonica ed unica possanza

 

Di quel Giglio sei Tu,

Immacolata Creatura,

bianco, etereo petalo,

Vergine Madre del Divino Figlio,

della purezza più pura.

 

Oh, se in unione con Dio,

potessi di quel Giglio

fare parte anch'io!

Non per merito mio,

ma perché lavata nel sangue

del Diletto Figlio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assunta in cielo

 

 

Oscurato s'era il sole…..anche la terra…..

Le braccia ancora stese sulla croce

e il capo chino….dopo agonia atroce…..

La grande anima al Padre affidata

avevi, a gran voce, o mio Gesù…

E tua Madre, afflitta e sconfortata,

gemeva la tua morte, addolorata.

 

Stava ancora ai piedi della croce

e il suo dolore non aveva voce….

O Madre Santa, Madre Addolorata!

 

Venne un soldato

e Ti trafisse con la lancia.

Tu, Gesù, ormai non c'eri più,

ma, secondo l'antica profezia,

quella lancia trafisse

l'anima a Maria.

Giustamente essa fu chiamata

D'ogni madre la più addolorata.

 

Del Verbo divino Genitrice,

la tua missione compivi rassegnata,

assunta in cielo, Tu, corredentrice,

dal Figlio meriti di essere incoronata,

o Madre Santa, Vergine Immacolata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Croce

 

 

 

Che strazio, Vergine Maria,

vedere il Figlio trafitto sulla croce,

con che fede dicevi COSI' SIA

chinando il capo ai piedi della croce.

Non un lamento, nessuna ribellione:

tuo figlio pativa sulla croce

e Tu con umiltà e devozione

assieme a lui pativi la tua croce.

Agnello immacolato Ei s'immolava

nell'atroce martirio della croce,

del divin Padre l'ira placava

e con Lui, afflitta, anche Tu eri in croce.

Madre misericordiosa e pia!

Inchiodato l'aveano sulla croce:

Tu allargavi il tuo manto, o Maria,

mentre Egli perdonava dalla croce.

O degna Madre del Redentore e Messia:

per salvarci Egli morì in croce,

Tu nel cuore pativi l'agonia

e insieme santificaste la croce.

Per i meriti vostri sacrosanti

quello che fu l'obbrobrio della croce

divenne per tanti, tanti e tanti

l'onore di morir con Cristo in croce.

Chi segue Cristo va per quella via,

chi Lo segue portando la sua croce

si ritrova con Gesù e con Maria

in eterno osannante alla CROCE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi come i primi

 

 

 

Disse Isaia in una profezia:

"Le mie vie non sono le vostre".

La via di Dio di carità è lastricata

e nella parabola dei lavoratori

questa verità è dimostrata.

Non si misura col TEMPO nell'eternità:

nel regno di Dio si misura con l'AMORE

e fra i primi e gli ultimi arrivati,

per chi ritorna in grembo al Creatore,

non c'è differenza, son tutti figli,

accolti con lo stesso amore.

Nel regno di Dio tutto è carità

e fra i salvati non c'è disparità:

chi, nella terrena vita, dalla prima ora

ha preso la giusta via,

nell'aldilà non potrà provare

l'umana, meschina gelosia.

Se ancora là perdurasse l'egoismo,

che in questo mondo condiziona l'io,

quello non sarebbe certamente

il regno di Dio.

Là sarà veramente beato

e della stessa gioia di Dio glorificato

chi il nemico, pentito all'ultimo momento,

con la gioia nel cuore,

nell'eterna pace avrà abbracciato.

Senza più invidia, in tutt'uno universale,

in coesistenza finalmente con Dio,

ciascuno con tutti in unica Luce, beato,

nel Divino Volere, per l'eternità potrà godere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una lampada spenta

 

 

 

Che ne sarà dell'essere umano

nell'ora dell'eterno riposo?

Di ciò che è effimero intendo,

del suo egoismo, il peccato che

schiavo lo rende

dell'avarizia

e superbo

e orgoglioso…..

Una fredda pietra

su ciò che fu.

 

Che sarò io allora?

Una lampada spenta.

 

Tu la luce eterna,

vivificante il nulla!.....

 

E se del bene avrò fatto?

Esso sotto la fredda pietra

non morirà,

perché il Bene è eterno

e, con l'anima,

a Dio ritornerà

e la lampada spenta,

della luce di Dio,

ancor s'illuminerà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incarnazione

 

 

 

Dagli insetti agli Angioletti

l'Universo hai creato,

di mille ornamenti l'hai abbellito

il mosaico che con amore

dal Tuo Cuore è scaturito:

mistero della creazione,

o Dio grande, Dio infinito!

Ma il mistero accattivante

è la Tua Incarnazione:

che si faccia sì piccino

un Creatore così grande

è un mistero strabiliante.

Gesù Bambino, sommo e buono,

incarnato per redimere i rei,

tanto piccino, o mio Divino,

quanto immenso , per amor, Tu sei!