Quasi mistero

 

 

 

Quasi mistero

 

Vette innevate

fra azzurri intervalli di cielo

ondulati da catene contigue                                     

di monti frastagliati….

Verdi pinnacoli                                             

svettanti verso il sole

e spazi immensi

verso l’infinito…..

Nella circostante serenità 

alberi secolari riflettono

nello specchio placido

del lago

il loro essere,

che con perenne

e silenzioso linguaggio

parla di origine remota…..

Quasi mistero!

Aleggia intorno

da lontano

lo spirito di Dio,

che nel mormorar della cascata

fa sentire,

divina,

la sua voce……

 

 

 

Sulla via del Calvario 

 

Sull’alta vetta di quel monte tristo

io vidi in sogno Gesù Cristo:

avea il bel crine

coronato di spine

e intrisa la veste di sangue.

Come uomo che langue

non gli uscia fil di voce

e con grande stento portava la croce,

orrore crudele alla vista:

fra tanta gente rea e trista

andava, tradito e solo,

con grande duolo.

Lungo la dolorosa via,

che anche per me salia,

ad un tratto fermossi

ed io, come in estasi, non mi mossi.

Con la destra si tolse una spina

e a me, indegna, che gli stavo vicina,

punse con sguardo d’amore

la fronte e il cuore

e:”Sì, nel cuore, nel cuore,

perch’io possa amarti d’immenso amore”

io dicea con fervore, quasi beata,

come di grande gloria coronata.

Egli allora mi offriva una croce

ma non proferiva alcuna voce.

“Oh,com’è piccola di fronte alla sua!”

dicea tra me ….E l’ascesa era dura…..

Qui mi svegliai tremante e confusa…..

Di quale grazia m’avea profusa!

 

 

 

Vicario di Cristo

 

Le braccia in alto levate

o in un abbraccio cordiale

paternamente allargate,

benedice l’Umanità

il Pastore universale,

Sua Santità .

Nella bianca veste, che lo trasfigura,

nella fede che manifesta

e nel suo far cortese,                                               

indica orizzonti superiori:

alla gioia e alla speranza

apre i cuori.

La sua parola comunica

un santo desiderio del Paradiso

e la bontà del sorriso

esprime la sua mitezza,

quella virtù che non è debolezza

e dai divini precetti non esclude

fedeltà con fermezza.

Il suo sguardo onesto

riverbera uno scintillio

come riflesso di splendido argento

e pur nel silenzio parla di Dio:

è la luce degli occhi d’un santo,

dotato di dottrina e carità,

Vicario di Cristo designato

fin dall’eternità.

A gloria di Dio Pontefice eletto,

Benedetto di nome e anche di fatto,

dal grande Santo sia sempre protetto.

 

Il male è un vortice

 

Il male è un vortice

il cui risucchio è continuo

verso un buco nero

senza uscita…..

E’ vera saggezza

invertire la rotta

e spezzare le catene

quando ancor tempo

ci concede il Signore

di cambiare vita.

Agli antipodi del male

trovi allora il Bene

e agli antipodi del buco nero

il Regno di Dio, che è Luce.

La luce è libera

e l’unica libertà è nella Luce

che è lo splendore del Bene:

la Luce e il Bene in unica essenza

sono Dio,

Che nel diletto Figlio

della salvezza

ci ha dato l’unica Via,

ed Egli contro il male,

antidoto divino,

la mano ci porge

nel fatal declino.

 

 

 

Festa di gabbiani

 

Ridente sorge dal monte il sole….

Splende la luce

sulle cime degli alberi

nella verde foresta….

Festoso si ridesta

l’inno dei gabbiani,

che intrecciano voli

a fior d’acqua                                   

rasente al canale….

Si tuffano

quasi per gioco

nelle acque che scorrono

dorate fra i canneti

verso il mare,

per poi librarsi ancora

con le candide ali…..

Adesso volteggiano

nello spazio azzurro…..

A squarciagola

con garruli gridi

cantano il verso

comune alla lor specie:

è forse gioia

o forse è preghiera….

Si sfiorano……

S’incrociano…..

Sembrano abbracciarsi,

mentre gorgheggiano a Dio

l’inno mattutino delle lodi……

Splende il giorno

con festa di gabbiani….

 

 

 

Comunione dei Santi

 

Chi torna nella Casa del Padre,

se con Dio in sua coscienza

i suoi giorni ha vissuto in pace,

è sereno nell’ora del commiato, anzi

la sua anima si compiace.

Ma, per chi rimane, è sempre

dolorosa l’altrui assenza,

anche se temporanea è la partenza.

Di questo tutti, più o meno,

abbiamo fatto esperienza.

Se poi chi se ne va

ha per sua meta l’eternità

senza conforto è, per chi resta,

la sofferenza:

passano lenti i giorni

e nel pianto la vita è tormentata

specie se la volontà di Dio

con fiduciosa pazienza non è accettata.

La Fede insegna che a tutti

un giorno per l’incontro con Dio,

ancora in questa vita,

è già assegnato

e allora, finalmente,

in Lui ci si riunirà.

O giorno beato per chi

non se ne esclude col peccato!

Allora l’eletto

tornerà nell’eternità,

ma nessuno sa

quando ciò avverrà:

nessuno conosce il futuro,

perchè non ci appartiene.

Tuttavia sogliono gli umani

loro attese misurar col tempo

e quanto più amano il defunto

tanto più soffrono nell’ansietà,

nell’incognita del tempo non sapendo

quando, finalmente, fine

la lontananza avrà.

Spesso l’impazienza offusca la fede

e genera il peccato, 

così molti soffrono più di quelli

che con la pace nel cuore,

nella preghiera e con pazienza,

come se ancor vivi fossero

vivono coi loro cari

in dolce presenza,

perché hanno fede

nella Comunione dei Santi

e questi, per grazia di Dio, sono tanti.

 

 

 

Mano malefica

 

Una spiritualità

ce l’ha anche l’ateo

eppure in Dio non crede.

Che cosa, dunque, dentro,

nel cuore o nel cervello,

gli succede?

L’anima parla,

la voce l’ateo ne sente,

ma non sa donde proviene,

poiché nel cuore e nel pensiero

nulla gli sovviene

e, come se mano malefica

gli facesse velo sugli occhi,

egli cerca, cerca qualcosa

che dentro di sé sente,

ma la Verità egli non vede.

Dalla Mente divina

ciò ch’Ella vuole

in nostra facoltà deriva,

ma la scintilla scocca

quando il tempo

nella mente di Dio segnato

imprescindibilmente

alla sua ora è arrivato.

Ecco che allora

acquista significato

ciò ch’è occulto,

una luce si accende,

cade dagli occhi il velo

e anche l’ateo finalmente vede:

non ha più dubbi,

col cuore e col cervello

anch’egli or crede….

A Dio s’inchina

e Gli dà culto,

grato del grande dono

della Fede.

 

 

A Te mi aggrappo

 

Io sono misero tralcio

e quando nella tempesta

debole mi sento

oppur smarrita,

seppure indegna,

a Te mi aggrappo,

Che, come Tu stesso hai detto,

sei la vite……

E allora, grazie alla tua bontà infinita,

ecco che nella S. Comunione

la Vite diventa la mia vita:

nuova forza mi dà ed io,

fiduciosa e più ardita,

la via riprendo

per continuare il cammino,

dalla divina Grazia

rinvigorita.

 

 

 

Il Buon Pastore

 

Che cosa dirò al mio Signore

quando finalmente

a Sé mi avrà chiamato?

Nulla, Gli farò solo un belato.

E Lui?

Oh, quanto ne sarà consolato!

Perché immensamente mi ha amato….

Oh, quante volte sulle divine spalle

mi ha portato, dopo avermi

a prezzo del suo sangue

recuperata,

ad ogni reiterato peccato!

Senza stancarsi,                   

Egli sempre mi ha aspettato

con divina pazienza…..

Oh incontro felice

così a lungo desiderato!

Amore che ho tanto, tanto cercato

al lume della Fede,

che tanta confidenza in Lui mi ha dato!

Il mio belato

che nel tempo dei rovi

a Lui invocava soccorso,

quando non sarà più

tempo di rimorso,

ma di gloria eterna e di vittoria

sulla debolezza e sul peccato,

Gli esprimerà l’amore

del mio io purificato.

Allora il mio belato

Gli allieterà il cuore

nel regno dell’eterno splendore,

perché il mio Dio

pur sempre

rimane il Buon Pastore,

che per pascoli erbosi

oggi ancor mi conduce,

ma l’anima mia

domani disseterà

di eterna, divina Luce.

                                   

 

 

Ottantuno anni

 

Ho compiuto il primo passo

verso l’anno novantesimo.

Oggi inizio il secondo.

Lo compirò?

Non importa.

Quel che conta

è che lungo il cammino,

come in quello percorso,

Tu mi guidi, secondo la tua volontà,

sempre a me vicino…..

Quando vorrai ci fermeremo

per continuare insieme

nell’eternità…..

Dove non occorrono passi

per proseguire….

E non ci saranno più sassi….

Ma solo Luce……

 

 

 

Il dolore

 

E’ il dolore

che a Gesu’ ci unisce,

nel dolore si vive

la divina passione

e nella santa unione,

che esso sancisce,

continua nel Corpo Mistico

la Redenzione.

 

 

 

Notturno

 

Plenilunio:

profumata è l’aria

d’incanto…..

adornate le ombre

d’argento…..

 

 

 

Incontro all’Infinito

 

 

Gli uccelli cantano sui pini

nel verde giardino 

dove, al bacio del sole,

ogni ramo è fiorito.

Soave armonia,

accenti divini

m’invitano,

quasi in sogno rapita,

verso l’aldilà……incontro all’Infinito……

A tanta bellezza il cuor mio s’inebria……

Come mano gentile

mi accarezza

lo Spirito di Dio

col soffio profumato della brezza.

 

 

 

Il mio Amore

 

Il mio Amore olezza come giglio,

del Padre Eterno Egli è il divin Figlio,

dallo Spirito Santo concepito

purezza emana dal suo umano ciglio….

Bontà immensa fino all’infinito,

parla solo di perdono e carità,

i bambini accarezza con amore,

gli afflitti consola con pietà,

per non dire poi con che cuore

tratta con gli umili e con chi vive in povertà.

Il suo amore è più forte della morte

e per amore patì dolorosa sorte…..

Ma del Paradiso fece aprire le porte

e cambiò l’umana condizione

col trionfo della sua Resurrezione.

Il mio Amore è vivo ed è presente

a chi Lo cerca con sincerità

e, pur s’io non merito un bel niente,

nell’eterna pace, per amor, m’ accoglierà. 

 

 

 

Auschwitz

 

Quando la ferocia umana

contendeva il primato

alla specie belluina

e i fratelli torturavano

altri fratelli

e il genocidio imperversava

massacrando gli innocenti…..

Dov’eri Tu allora, o Dio?

Tu eri là.

Dov’eri quando ormai gli occhi

erano secchi di lacrime?

Tu eri là.

Ma non da Dio.

Eri là crocifisso!

Innocente fra gli innocenti…..

Torturato fra i torturati…..

Eri ebreo fra gli ebrei……

E crocifisso pregavi per tutti…..

Col tuo sangue

intendevi spegnere l’odio

e lavare la terra

che puzzava di crudeltà…..

Tu eri là….

A braccia aperte…..

Come per i figli di Gerusalemme

ancora invitavi al pianto i viventi,

quelli liberi,

al di là delle sbarre dei cancelli,

perché in quello sterminio

in mezzo a tante larve di uomini

anche i tuoi occhi erano secchi…..

Lacrime non avevi da versare

su tanto orrore……

Ma fra tanti patimenti,

mentre anche Tu con loro

morivi di stenti,

ormai solo la tua voce

aleggiava flebile

sul silenzio della morte:

“Padre, perdona”

 

E’ doloroso….. oggi, altrove,

ancora come allora,

nel silenzio

tale scempio si rinnova…..

E la tua passione

continua…..

 

 

 

Onnipotenza

 

“Senza di me

non potete far niente”

E questo ci conferma

l’esperienza. Ma

se poi vedo la tua Onnipotenza

inchiodata alla croce,

mi manca il respiro……

Così un Dio si è annientato?

O sgomento atroce!

Faccio un tuffo

nell’abisso del mio niente……

E dal mio nulla penso

che è forse nel nulla la grandezza,

la vera grandezza,

come il Verbo ci ha insegnato:

“Chi si umilia sarà esaltato”

Il figlio dell’uomo

nella morte si è annientato,

ma poi dopo tre giorni,

Dio vero da Dio vero,

dal nulla è risuscitato.

Tu sei Dio,

sei grande,

sei infinito,

dal nulla

tutto hai creato….

Per Te il nulla

è il tutto sconfinato.

Misurare l’onnipotenza

di Dio con metro umano

forse fra tanti

è il più mortal peccato.

 

 

 

Mezzodì

 

In alto, verso il cielo

tende il cipresso orante…..

Più distante, sul lago                            

muto

si riflette                                                      

il verde del canneto….

Il silenzio intorno

è obsoleto…..

S’ode solo

lontano

la campana,

che in quella pace

saluta

discreta

il mezzodì.

 

 

 

Mi lacera il cuore

 

Era biondo, ricciuto

e tanto bello,

gli occhi aveva di color

marroncino,

bello era e buono

il mio bambino.

Nato da una madre

sventurata,

nove anni visse in istituto,

poi mi sembrava

della Provvidenza una ventata

quando seppi che lo volevano

adottare…

Orribile parola,

che altro a volte

vuol significare.

Ero ignorante e della vita

solo le botte

avevo conosciuto,

che, accusata dalla matrigna,

dal babbo mio avevo

sempre ricevuto,

perché a sette anni

sovente capitava

di mancare

ai domestici doveri.

Per pietà mi accolse

una famiglia agiata

e la mia vita mi sembrò,

da quel momento,

che fosse finalmente cambiata

e di quel cambiamento

ero contenta, perché

continuavo a lavorare,

ma almeno senza essere picchiata.

Quando mi dovevo sposare

di me si ricordò

la mia sventura

e vedova mi fece diventare

prima che venisse al mondo

la mia creatura.

Meglio che nell’istituto,

mi fecero poi capire che, adottato,

il figlio mio,con più amore

sarebbe cresciuto…….

e, approfittando della mia ignoranza,

con una croce, invece della firma,

a legalizzare un delitto

avevan già provveduto.

Quando tornai

per riabbracciare il mio bambino

appresi con orribile sorpresa

che non l’avrei

mai più riveduto.

Senza sapere

una croce sul mio cuore

quel dì avevo segnato

e , quel ch’è peggio,

senza volere,

anche sul figlio mio il peso

ne avevo scaricato.

No, figlio adorato,

la mamma tua

non ti ha abbandonato:

l’hanno prima ingannata

e poi del figlio suo,

senza pietà,

l’hanno defraudata.

 

 

Povera madre e povero figlio!

Questa storia vera

mi lacera il cuore,

come se vi scavasse dentro

un velenoso artiglio.

 

 

 

Il grido soffocato

 

Una verde foglia

o un albero fiorito….

un lembo di cielo azzurro,

da voli di rondini allietato…..

o la vasta immensita’ del mare

dai raggi solari imperlato….

tutto il creato

inconsapevole Ti loda

perché tutto

dal divino tuo amore

è scaturito.

Ma la lode che più cara ti aggrada

è quella che ti giunge

da  un cuore travagliato,

che a Te leva, sfinito,

non l’ignaro profumo

di un albero fiorito,

ma il grido soffocato

di un dolore, solo a Te noto,

se esso è sofferto in unione

con la tua divina passione,

se con generoso amore è offerto

per indurre alla conversione

chi lontano da Te

persiste nell’errore

ed è fallace e menzognero

perchè ignora l’Amore,

quello vero, per cui le braccia

stendesti sulla croce

e in sacrificio ti volesti immolare…..

Quel dolore è una nota

di eterno valore universale

che fa eco alla tua voce

nell’umano lamento

della tua dolorosa passione:

esso non è espressione di tormento,

è lode consapevole,

eco di gratitudine

a tanto tuo divino Amore.

 

 

 

Tristezza e gaudio

 

Oh, come questo mondo

vuoto diventa e vano

quando da me, Gesù,

io Ti sento lontano……

ma la febbre ardente,

che brucia il cuore mio,

tristezza non mi dà,

chè anzi, diventa

il gaudio mio…..

perché struggente martirio

ebbrezza infonde

quand’esso è indotto

da amor di Dio.

E amare è il mio desio,

amare tutto in Dio:

di questo amor si strugge,

conquiso, il cuore mio……

O Pan della dolcezza,

Spirito di purezza,

vieni sul labbro mio,

buono e pietoso Iddio,

chè questa è la tristezza,

che mi diletta il cuore:

l’ansia di sentirmi

unita al mio Signore.

 

 

 

Dolce sinfonia

     

Dolce sinfonia

mi trasmette il mare

da orizzonti lontani,

aperti a misteriosa luce

che mi fa sognare……

Con l’anima rapita

contemplo dal lido

la natura…..

Ammiro affascinata

un quadro

da mano divina colorato…..

Celeste e sublime

il cielo mi sorride

nell’infinita pace……

 

 

 

Un sogno assai bello

 

 Io e Tu

intorno a noi

Amore,

non più nel tempo

ma nell’al di là….

Nulla

più conta

ormai,

né quel che fu

né quel che sarà…..

E’un sogno….

Oltre la realtà….

Sembra un’illusione,

ma è verità:

il risveglio

sarà nell’eternità…..

Un sogno assai bello

che in Paradiso                      

si realizzerà                                                 

un giorno

che fine mai

non vedrà.

 

 

 

Glorificate il Signore con la vostra vita

 

 

Chi ama crede,

nell’Amore è la radice

della Fede.

Insieme con la Speranza e la Carità

la Fede è una virtù

che Dio ci manda dall’Aldilà.

Ma perché dunque

per tutti ciò non vale?

Anche l’Amore che alla Carità equivale

è pur esso un dono

soprannaturale.

Come spiegare un simile mistero?

Che Dio tutti ci ama

è pur vero.

Eppure c’è chi crede

e chi non ha la Fede….

L’Essere Supremo

è armonia,

tutto è misurato a perfezione

e se il peccato non ci fosse stato,

a causa della tentazione,

tutto bello e perfetto

sarebbe continuato

nella universale creazione.

Ma pur nella libertà

che Dio ci ha dato

tutto è stato ugualmente

con sapienza divina misurato.

Così chi ha il dono della Fede

con quella luce

che Dio gli ha donato

nel giorno del giudizio potrà dire

d’avere l’altrui cammino

illuminato.

E quello che sembrava mistero

è la stessa armonia divina

che c’è in cielo,

che diventa anche in terra sinfonia,

quando un cuore

trasmette a chi non crede,

nel quotidiano sacrificio

vissuto con amore,

con viva gioia degli Angeli,                                                        

la propria Fede, a gloria del Signore.

 

 

 

Il Paradiso dei viventi

 

I tuoi occhi mi parlano

e mi rivelano un Dio

grande e piccino

umile e divino…..

Gli occhi del mio Creatore.

del mio Signore…..

Nei tuoi occhi vorrei annegare:

mare infinito di bontà,

di purezza e di santità…..

Fammi scomparire

nel cielo dei tuoi occhi.

Quanto sei buono, o Gesù mio,

che tanto mi ami

e sempre mi perdoni!

Sei la sorgente dell’amore

che scaturisce dai tuoi occhi…..

m’inebria l’anima……

m’avvince al tuo Sacro Cuore…..

E nei tuoi occhi c’è tanta pace.

Vivere sotto gli occhi di Dio

è il Paradiso dei viventi.

 

 

 

Beata semplicità

 

L’avaro che si pente, per divina grazia poi

alla generosità spesso propende e chi nasce superbo

può umile diventare, e chi per natura

è orgoglioso, ma di correggersi desideroso,

dopo digiuni e penitenze,

della sua perseveranza premiato,

è stato talvolta perfino beatificato…….

Ma il dono che supera ogni virtù

è quello della santa semplicità.

Beato colui cui Dio l’ha donato!

Chi quel dono possiede, perennemente Dio

con occhio gioioso nel suo cuore vede.

Della croce dell’io è stato liberato

perché solo di Dio vive beato.

Di ciò che al mondo appartiene non fa conto,

il rispetto umano o di sè il compiacimento

non lo sfiora, non lo distrae

neppure per un momento. 

Se uno gli dicesse ch’è santo, è come se udisse

il raglio dell’asino invece di un canto.

Di niente è turbato, da niente è scosso,

tutto come fango gli scivola di dosso.

Non si cura del mondo, perché sol di Dio

vive d’amore profondo e la sua santità

dipende dalla semplicità.

Beata semplicità! Dono divino!

Chi non ce l’ha da sé non se la dà

e chi ce l’ha , nemmeno lo sa.

E’ l’unica virtù dei Santi

che non si acquista con esercizio umano.

E’ un dono che arriva direttamente

dalla divina mano.

E io, che amo la Tua volontà,

affinché mi spogli del mio io

solo questo dono Ti chiedo

per tua misericordiosa carità,

perchè vive nel gaudio di Dio

chi è dotato di beata semplicità.

 

 

 

L’Amore vince l’Amore

 

 

Nell’unigenito Figlio, Dio visibile,l’Eterno

l’uomo a sua immagine ha creato

e dall’eternità l’uomo in Cristo è progettato.

O immenso Iddio perché tanto ci hai amato?

Onnipotente Iddio, solo per essere amato!

Tu sei un Dio che trabocca d’amore,

o Signore Creatore e Redentore!

Nessuno ama più di chi dà la vita”

E’ l’Amore che vince il tuo cuore

e per amore ti sei sacrificato,

ma l’ Amore è Dio

e sol da se stesso Dio è conquistato:

da ogni colpa col sangue tuo per amore

ci hai lavato e con la tua carità che dà la vita

dalla morte eterna ci hai salvato.

Da che cosa, da chi può Dio esser vinto?

Sol da se stesso , perché Dio è Amore:

l’Amore vince l’Amore

e nel cerchio di Dio Uno e Trino

in Sé l’Amore si conclude

e da Sé ogni male esclude.

Un cuore a Dio unito è puro, limpido, pulito

e chi veramente ama Dio, poiché la miseria dell’io

nell’amore di Dio tutta scompare,

giammai contro Dio potrà peccare.

Beato chi vive d’amor divino

e a questo mondo misero e meschino

antepone la Fonte dell’Amore.

Un cuore che da amore a Dio è avvinto

è già un cuore beato, perché dall’Amore

ogni peccato è cancellato:

l’Amore brucia, incenerisce

ed ecco che di peccato ogni traccia svanisce.

E Colui ch’è Amor supremo e vero,

per cui gioisce l’universo intero,

d’amore l’anima vie più fa vibrare

e vivere in un continuo sospirare,

nel mistero di Dio la sprofonda

e d’una Luce divina la inonda.

 

 

 

Come sono

 

Cristo Signore, a Te mi dono

così come sono

con la mia veste

di miseria, di peccato, di povertà.

Una sola cosa Ti offro:

il desiderio ardente

di fare la tua santa volontà.

Ma io sono debole, Signore,

non so fare niente,

sono un essere di Te indegno.

Per tua misericordia, Ti prego,

della tua infinita carità

dammi il sostegno.

E nell’ora d’ogni tentazione

dammi la Tua Luce, che è grazia,

la Tua Luce, che è forza,

la Tua Luce, che è benedizione.

E a Te, Cristo Signore,

ogni lode, ogni gloria, ogni onore.

 

 

 

Passione

 

Gesù dai miei peccati straziato

nel sogno vidi

di spine incoronato.

Per dileggio a mo’ di mantello

uno straccio rosso lungo i fianchi

aveva addosso.

Il suo viso ormai più

non era bello:

a sangue lo avevano percosso…..

Vedevo il suo volto insanguinato,

dalle ferite molto deturpato….

I tormenti erano palesi

e vedevo con gran pena

che gli avevano legato le mani

senza pietà con una catena.

Il sangue fino ai piedi gli colava

e quella vista come spada

il mio cuore lancinava.

Per Te risorto,

tornato alla divina gloria

è cessato l’umano dolore,

ma il ricordo atroce

della passione divina

come mi apparve nel sogno

quella mattina

mai potrò dimenticare

e, finchè continuerà

questa mia vita di espiazione,

l’inferno,

da cui mi ha salvato

il tuo patire,

con rimorso incessante

oh, infinita pena!

vivo nel cuore

continuerò a sentire.

 

 

 

Almeno…..l’interruttore

 

Signore, Ti vorrei portare

in ogni angolo del mondo…..

Da tutti farti amare

è il mio desiderio più profondo,

ma se non ho la virtù

che produce sol negli eletti

l’effetto di essere luce

della tua luce,

concedimi, o mio diletto,

che, per farti splendere in ogni cuore,

se non la luce io sia

almeno….l’interruttore.

 

 

 

Nella luce del mattino

 

Il monte rosato

con la verde propaggine

si protende

nella luce del mattino

fra il mare azzurro

e il cielo dorato

Al di là dei tetti

verso l’orizzonte

vedi la bianca vela

di una barca

che si culla….

Col suo magico ondeggiare

trasporta la tua anima

in un sogno divino

mentre, piano piano,

si allontana…..

Con forti palpiti nel petto

senti il cuore emozionato

e tutto l’essere

ti senti volar via

da un quadro tanto bello

affascinato…..