La civiltà dell’amore

 

 

 

Aria di primavera

 

Squarci di cielo azzurro

fra rami che s’intrecciano

nel verde e nei profumi……

 

Alla musica canora

dei fringuelli

con prepotenza fa riscontro

il verso gioioso della cingallegra….

 

Dietro il vetusto castello

lontano, all’orizzonte,

rubicondo tramonta il sole

ancora luminoso…..

 

Tiepida aria di primavera

accarezza il cuore

e a Dio leva la mente……

 

 

Morte pietosa

 

Il cielo è velato di nebbia,

oscurato par si sia il sole,

nell’aria soltanto viole

effondono tenui profumi.

Viole tristi inclinate sullo stelo……

Donne avvolte in un nero velo

van per la via,

mute e meste,

dietro una bara.

Sussurrano in coro la preghiera

i sacri ministri di Dio.

Procede lentamente il corteo pio….

Lenta cade ora la pioggia e sembra

il pianto del cielo……

Dietro il cancello del cimitero

sostano tutti, hanno il viso bianco,

livide labbra, aspetto stanco.

Ognuno commosso piange.

Un vecchio si regge a stento,

il suo pianto è un triste lamento,

l’accorato lamento d’un padre.

“Figlio, figlio, figlio mio”

………………………………

Ora ai piedi d’un alto cipresso

padre e figlio riposan tranquilli……

Tutto è pace lì dentro e gli uccelli

cinguettano sulle cime.

 

 

 

Vecchio violino scordato

 

Non sono capace di niente

ma Tu, Signore Onnipotente,

fa di me uno strumento

nelle tue mani.

Così pregavo, ma

non avrei mai pensato

a un vecchio violino scordato.

E oggi proprio mi sento

un vecchio violino scordato:

era nuovo, bello, accordato,

ma a lungo fu da me trascurato

e ora quello strumento

è un vecchio violino scordato.

Per tua misericordia, o Signore,

il vecchio violino

può essere restaurato.

Ti prego quindi, o Divino,

che le corde

oggi, e ancora domani,

possano sempre vibrare

d’amore per Te.

E Tu, medico e guaritore,

Uno e Trino,

fa che il vecchio violino

possa, per Te Bambino,

suonare la ninna-nanna,

e per Te, Crocifisso e Risorto,

ora e in eterno suonare

note di lode e di osanna,

che giungano a Te in Paradiso

coi Santi e con gli Angeli assiso

 

 

 

Peccatore pubblicano

 

Matteo era un peccatore pubblicano

e, sebbene il popolo angariasse,

ai Romani dava una mano

e per loro esigeva le tasse.

Nel mondo niente si fa per niente

e così il deprecato lavoro

era anche a lui conveniente,

ma per gli Ebrei era un disdoro.

Un Ebreo passò presso il suo banco,

osservato dai falsi Farisei,

ma autorevole Egli era, di carattere franco,

a Lui la Giustizia s’inchinava, proprio Lei.

Giusto Egli era, ma misericordioso,

non come chi pensa al proprio io……

Oltre ogni dire santo e generoso,

uomo Egli era, ma era anche Dio.

Dal cielo venne per sanare gli ammalati,

gli indemoniati e gli empi peccatori,

perché fossero alla fine salvati

e perdonati di tutti gli errori.

Fece un cenno al disprezzato Matteo,

con prontezza seguì questi il Signore:

da quel momento non fu egli più reo

e poi divenne Evangelizzatore.

Con pentimento rinnegò il proprio io

e subì il martirio con santo fervore,

ma grande ricompensa riceve da Dio

chi la vita perde per divino amore.

 

 

 

Alla luna

 

Sospesa nel cielo turchino

Tu guardi…….

Che guardi?

Il triste cammino dell’uomo

sulla misera terra.

Lassù quanta pace

nel cielo turchino!

E qui……..quanta guerra……

 

 

Ieri….Oggi….Domani….

 

Vivo quest’ora

coi suoi echi

di un anno

o forse di sempre….

Sono ricordi

di un passato.

Domani

un’altr’ora

ricorderà

questo passato

di oggi

che diventerà ieri….

E’ vero che il tempo

tutto cancella?

Ieri…Oggi….Domani…..

O forse mai?

Esiste solo l’Eternità:

il tempo è una parentesi

che nell’Eternità scompare.

Della parentesi gli estremi,

che segnano una vita,

sono il bene e il male

al ticchettio di un orologio

che segna il prima e il dopo

e ad un tratto si ferma.

Il Giudizio è eterno.

 

 

 

Lume di candela

 

Fioca luce che conforta

la vita di chi langue

in triste solitudine.

 

Nel buio sprizza una scintilla

che nell’aere, luminosa,

si trastulla, ma solo un attimo dura….

 

Poi la candela

piano piano

si dissolve anch’essa nel nulla…..

 

L’anima desolata cerca

nell’ombra nera qualcosa

che sghignazza e si dilegua…..

 

Tutto scompare nella notte.

E tutto è vita che all’alba si rinnova.

 

 

 

Verso l’eternità

 

Con la fugacità d’un sogno tu vivi una vita

che mai debba finire…..Ti sembra….

Ecco che, invece, nella durata

di un giorno assai breve,

presto è finita.

E ti assilli e ti dai tante pene per cose terrene,

come se intramontabili fossero, e non pensi

che a tutto dovrai rinunciare

un giorno vicino o lontano.

Nemmeno questo, purtroppo, tu sai!

E l’oggetto, degno o volgar che sia,

per cui hai schiavizzato il cuore

o hai pianto di gelosia,

per te non avrà più valore.

Così è per chi muore. E chi non muore?

Oh, quante pene ti potrai evitare

se a ciò ch’è terreno

con tanto egoismo smetti tu di pensare:

di nulla puoi farti vanto

e tutto dovrai lasciare.

Pensa a Dio soltanto,

volgiti a Lui con amore

e con la preghiera e col canto

ringraziaLo di quello che hai, che,

per questa vita, sì breve,

pur sempre è già tanto.

Pensa a ciò ch’è eterno

e le cose futili e passeggere

non curare altrettanto.

Cerca quelle eterne, le uniche vere, che

“né ruggine né tignola potranno consumare”

e non ti irretire in ciò che scompare.

Col cuore e col pensiero proteso

tieniti pronto a volare verso l’eternità

e troverai Dio, se l’hai amato,

e in Lui quella felicità

che mai avevi trovato.

 

 

 

Dolce Tiranno

 

Quotidiani problemi

risolti vanno

e trascurarli

comporterebbe danno,

ma Tu attrai il mio pensiero e,

or come in volo or come in veliero,

altrove lo conduci,

dolce Tiranno…..

E per il mio cuore questo

è un vero affanno…..

Dove guidi il mio povero pensiero?

Nella metafisica dell’Ente Supremo,

negli orizzonti sconfinati del Bene,

negli abissi profondi dell’Io,

nelle sfere dell’Essere eterne…..

fino all’indefinibile luce di Dio.

O grazioso tormento, che,

come ala divina,

con vento di soave brezza,

a Te mi conduce

e in Te

mi fa trovare pace!

Dolce Tiranno mio,

Signor mio e Dio mio!

Tormenta ancor questo cuore…..

se Tu vedi che altrove pace trovar non suole.

 

 

 

Libertà

 

Con l’ingiustizia chi è ottuso

la generosità di Dio ha confuso

e Lo accusa in modo arrogante,

da soggetto impertinente ed ignorante,

poiché non conosce della libertà il valore

come ben ci insegna chi per essa muore.

“Se la libertà è causa di peccato,

perché Dio la libertà ci ha regalato? “

In un mondo dove tutto è fugace

la libertà, da sempre, a tutti piace

e per la libertà, fin dai tempi di Catone,        

esempi di màrtiri la Storia ci propone.

E se della libertà Dio ci avesse privato,

per impedirci l’errore e preservarci dal peccato,

sarebbe stato un Dio dittatore e tu,

diverso dalla Sua immagine creato,

non Gli avresti affatto somigliato.

Ma Egli, che è buono e libertà infinita,

ti ha creato libero di amar tutta la vita

e al colmo della sua elargizione

per non metter la tua salvezza a repentaglio

ti ha fatto dono, pure, della ragione.

Pensa di quanti doni che ricco bagaglio!

E tu invece di amarLo, ingrato,

Colui che simile a Sé ti ha creato,

libero e intelligente,

bestemmiando ,

continuamente offendi col peccato.

Eppure sai quanto sempre ti ha amato!

 

 

 

Scudo dell’anima

 

Candida, innocente e pura,

dall’Alito tuo uscita,

a Te tende l’anima mia,

tua amata creatura.

Ma la zavorra della materia

col peso del peccato

ostacola il suo volo

e la trascina nel vuoto,

col sentimento e col pensiero,

lontano da quel Bene agognato

che, da sé, dopo Adamo,

nessuno ha mai più trovato.

ABBRACCIA pertanto l’anima mia,

essa tende a Te con vero amore,

o mio Signore, eternamente benigno!

DIFENDILA dalle insidie mortali

del maligno, che di ghermirla

ha tanto potere.

SALVALA dalle catene del male

che, nonostante la continua lotta,

sono più forti, contro il suo volere.

PROTEGGILA dal pericolo

che il cedimento comporta.

Strenuo è il combattimento……

L’Eucaristia, divino sacramento,

quella fortezza le dia

che non è sua:

da Te essa l’aspetta

e Tu solo direttamente,

perché scudo diventi

dell’anima prediletta,

gliela puoi dare a profusione

grazie alla Santa Comunione.

 

 

 

Aprile

 

Il tiepido sole d’aprile

raggiante sentieri fioriti

diffonde profumi di viole

pei verdi campi,

finora assopiti.

Sui fiori svolazzano lievi

farfalle baciate dal sole

e trilli festosi di uccelli

si uniscono a voci di bimbi…..

Ridondano di allegria 

le campane,

osannando alla gloria di Dio.

Leggiadre nel cielo le rondini

coi loro garriti gentili

allietano il cuore

che, ardente,

ama il bel mese d’aprile.

 

 

 

Ente divino

 

C’è un arcano destino

che sopra ogni evento umano

aleggia sovrano.

Tu che un dì

le porgesti la mano

per continuare assieme

della vita il cammino

or non le sei più vicino.

La fede che le giurasti

anch’essa con te se ne va…..

O arcano destino,

perché sei tu sì crudele?

Perché ad una ad una tu sfrondi

le rosee speranze di ieri?

Ma, o arcano destino,

Tu sei certamente

un Ente divino

che sfronda con mano sapiente,

e, domani soltanto,

là, dove cessa ogni pianto,

concederai beni veri,

intramontabili, eterni

e non passeggeri.

 

 

 

Sopra quel monte

 

Dall’orologio della rustica piazza

le ore scoccano lente

e il mesto tocco della mezzanotte

lugubre si diffonde

per la muta campagna.

Io mi affaccio

in quest’ora silente

dalla finestra della quieta casa

e contemplo la notte:

nel suo nero velo trapunto di stelle

elegantemente ravvolta

mi appare con un’aria di mistero.

Lungo il sentiero

i salici piangenti

sembrano strane ombre,

anime brancolanti

di perduta gente

che non ha posto lassù

fra lo splendore

di mille astri lucenti.

E’ tetra la terra

ed il silenzio impressionante.

Le ore scoccano lente

e sembrano

passi cadenzati:

forse è la Morte….

Percorrendo il sentiero,

fra i salici piangenti,

andrò ad attenderla

lassù

sopra quel monte.

 

 

 

Sia glorificato il Signore

 

Il fluttuare dell’onda

mi accoglie in piacevole amplesso

nell’acqua salmastra

con la sensazione di sollevarmi

e mi culla sulla cresta dell’onda

in fresca fragranza d’aria pura…..

Ma improvvisa si scatena la tempesta:

inarrestabile una forza occulta

nell’abisso mi sprofonda.

Io dello sgomento resto preda

e tanta è la paura

che sa proprio di tortura.

La dolorosa memoria del passato,

l’illusorio compiacimento

di meriti che non ho

e l’incessante miseria

che incessantemente

mi flagella nella coscienza

sono i venti che scatenano la bufera,

che mi risucchia in un vortice

e mi sommerge.

Ma, nel profondo del cuore,

nella Croce trovo un’àncora di salvezza.

Ad essa mi aggrappo, finchè

potrò riemergere alla luce,

a quella Luce che è

unica e vera pace.

Sia glorificato il Signore

dalla mia anima,

quando è beata sulla cresta dell’onda

e quando piange perché il rimorso

in profondo abisso

la sprofonda.

 

 

La vita è come un fiore

 

La vita è come un fiore.

Ogni petalo che si stacca è

un affetto che muore.

Così petalo dopo petalo

la vita di ciascuno

a poco a poco muore.

Ma se, per divina grazia,

il dolore è sublimato

dal sacrificio e dall’amore,

il petalo, come lieve piuma,

sale sù sù nel cielo

e lì si ricompone,

coi petali di tutti,

in unico fiore

che di fulgida stella

acquista lo splendore.

Per chi ha fede

la vita si trasforma,

non muore.

 

 

 

Preghiera coniugale

 

Signore, concedi

alle nostre anime

di vivere unite.

Nel quotidiano cammino

uniti per mano

ci accompagneremo

e raccoglieremo insieme le rose

e con le rose anche le spine

secondo il nostro destino….

E il sangue

dalle mie mani

gocciolerà

e dalle sue

congiunte alle mie….

Insieme

intrecceranno corone

e ci inghirlanderemo il capo….

Così uniti

proseguiremo il cammino

che, giorno dopo giorno,

a Te, o Padre,

ci condurrà vicino.

 

 

 

Cercando la Luce

 

La notte è nera e la mia anima anela

in cerca di pace, la pace vera,

quella che è luce dell’anima

e con fede sincera cerco la luna

nella notte nera.

La trovo splendida e bella,

ma in fondo al pozzo.

E’ bella la luna riflessa…..

Luminosa si culla nell’acqua argentata…..

Ma è lontana, tanto lontana, in fondo al pozzo.

Ho cercato la luce nella via sbagliata.

Impossibile raggiungerla.

Nell’acqua del pozzo si affoga

e la luna non si raggiunge.

Alzo gli occhi al cielo e là

vedo la luna, quella vera.

La notte non è più nera.

Ma la luce, quella vera, è in alto,

ancora lontana, più lontana,

per me irraggiungibile.

E la ricerca è ancora vana.

Bisogna aspettare il nuovo giorno,

quando finalmente il sole farà ritorno.

Solo allora avrò luce intorno

e ne sarò abbagliata

nella punta del mezzogiorno.

Mi illuminerà, mi brucerà,

mi purificherà….

E i miei occhi, accecati a tutto,

altro finalmente non vedranno

che la luce vera, l’unica luce,

la luce del Sole che, dall’alto,

l’anima mia irradia.

 

 

 

Natale

 

Porta vestiti a taluni e balocchi

Babbo Natale giù dai camini,

porta confetti a quei fortunati

e gioia nei cuori,

siano grandi o piccini.

I poveretti chiedono pane

per sfamare i loro bambini,

che treman di freddo…..

e si tengono stretti

alle lor mamme

i più piccolini.

Ma, se a molta gente

dicembre porta

fame e rigore,

di là dalle stelle

nel Santo Natale

nasce al mondo, per tutti,

un Salvatore…..

E’ un bimbo divino,

ma solidale coi miseri

Egli volle l’umano destino

e dal profondo del cuore

tutti i piccini vorrebbe allietare

con la civiltà dell’amore.

Attorno a Lui con suoni di zufolo,

cui fanno eco le ciaramelle,

umili pregano e devoti i pastori

e belano in coro le capre e le agnelle.

 

 

 

Mani protese

 

Nel mare agitato dalla tempesta

disperatamente lotta contro i flutti

il naufrago che cerca la salvezza.

Egli tende la mano e,

mentre affoga,

lo tormenta la certezza

che ormai tutto è vano.

Anch’io lotto con foga

in un mare agitato

contro il mio pensiero che divaga

verso una voragine profonda….

Mentre dall’onda

mi sento oppressa,

vedo impotente ch’essa

mi porta alla deriva

nel gorgo dove l’anima sprofonda…..

Io scruto intorno,

approdo cercando, invano,

in qualche vicina riva…..

Quando vedo che di salvezza

ogni desiderio è vano,

come il naufrago anch’io

invoco aiuto,

ma con mano protesa

con fede attendo

la divina mano.

 

 

 

Melodia di campane

 

O musica divina di campane,

invito celestiale al Creatore!

Ogni rintocco è un inno di lode,

un amoroso richiamo, che fa sentire

al cuore la voce divina del Signore.

Noi l’accogliamo con fede profonda,

lodiamo e benediciamo Colui

che di gioia l’anima ci inonda….

L’argentea melodia s’eleva al cielo,

sempre più in alto, oltre i voli

delle rondini e degli usignoli e,

lontano da ciò ch’è umano e materiale,

sù per i clivi e per i monti sale…..

E’ un’armonia che si ripercuote:

la mente, l’anima, tutto l’essere scuote,

che vibra nell’ansia del divino amore

a quel santo, allegro, armonioso fragore.

Lì , nel Tabernacolo attende

Colui che di tutto è Creatore:

con immenso amore s’è fatto pane

per saziare la fame di chi muore

per ardente desiderio del Signore.

Anch’Egli ci ama e a sé ci vuole,

coi solenni rintocchi a sé richiama

e invita le persone più lontane

con suoni melodiosi di campane.

 

 

 

Umile pigolio

 

Sento uccelli cantare

in modo celestiale.

I loro gorgheggi, i loro canti,

di certo rallegrano Iddio.

E sono i grandi Santi.

E sento un uccellino

che cinguetta pian pinino.

Il suo cinguettio

sembra quasi un pigolio:

è la mia anima che implora

la misericordia di Dio.

Tutto all’Onnipotente è caro,

e che tocchi il Suo cuore

un umile pigolio

non è raro.

Vorrei volare

e cercare…..in alto cercare…..

Quella plaga di cielo

dove ogni miseria

scompare per incanto…..

E anche l’umile pigolio

diventa canto.

 

 

 

Lo chiamiamo Paradiso

 

Lo chiamiamo Paradiso,

ma è il Cuore di Dio:

Dio è infinito

e con infinito amore

ogni creatura Egli vuole

abbracciare nel suo Cuore:

da Dio Beato si fece Pastore

e venne a insegnarci

la civiltà dell’amore…..

Essere beata significa

riposare nel Cuore di Dio

immersa nella Luce, nel Bene

e nella Pace dei sentimenti

e dei pensieri,

con totale abbandono dell’io…..

E il divino godimento

è più vivo e più profondo

se nel Cuore infinito di Dio

sola non sono, ma insieme

con le anime di tutto il mondo.

Nessuno lo merita.

Il merito è solo di Gesù

e se c’è posto per me

ci puoi stare anche tu:

per la nostra redenzione

con grande dolore

si offrì in olocausto

nella divina passione…..

Il Cuore di Dio è infinito,

Egli vuole da tutti essere amato:

c’è un posto per tutti

nel suo Cuore squarciato!

 

 

 

Desiderio del divino

 

Tuba la tortora e canta il cardellino,

qualcuno c’è sempre nel creato

che canta o geme:

aspira al dolce alito di qualcosa

che vorrebbe a sé vicino.

Manca qualcosa al cuore di ognuno,

sia esso animale, uomo o bambino,

cerca sempre qualcosa di terreno

ed è invece desiderio del divino.

Tutto a Te tende, Signore e Creatore,

o nell’inconscio o con la ragione,

perché tutto per amore Tu hai creato

e solo chi Ti trova vive beato.

Tuttavia nell’inconscio il fiorellino

o l’animale, sia un lupo o un agnellino,

compiono un ciclo e vivono appagati

perché di anima Tu non li hai dotati.

Ma l’essere umano, in ciò privilegiato,

su questa terra, oltremodo, vive sconsolato,

finchè, o Sommo Iddio, non Ti ha trovato.

 

 

 

La Fede

 

Se sai nuotare e ti abbandoni al mare,

coricato sull’onde,

esso ti regge a galla e ti culla…..

Simile è la Fede:

abbandono in Dio.

Dall’abisso

della tua misera fragilità

ti accoglie

nelle divine braccia

e ti circonda di luce…..

Nella sua immensità sconfinata

anch’Egli ti regge e ti culla……

Al di sopra di te

vedi solo il cielo

e l’anima tua

in Dio si trastulla…..

 

 

 

Tempesta del mare

 

Pregan le donne

per i mariti e i figli

usciti con la barca

per pescare.

Li scampi Iddio

dalla tempesta del mare!

 

Prorompe un tuono

da lontani lidi:

l’ira di Dio i loro cuori

fa tremare.

Poi un lampo

squarcia le nubi

e il mare grigio

borbotta

contro le rupi nere

della livida costa.

 

Non cessano esse

di pregare.

Sarà la loro fede

scudo

contro il temporale?

Un gabbiano smarrito

aleggia

nel giorno che scompare.

 

 

 

Il mio niente

 

Sei venuto nel mio cuore

nella S. Comunione

ed io Ti porto nella folla

in mezzo a tanta gente

in tabernacolo vivente,

ma il mio abito è indecente……

In cambio di tanta grazia

io non Ti rendo niente

e se Ti devo render conto

di un debito sì grande

mi posso solo presentare

dolente del mio niente.

Mi faccio a Te presente

fragile e contrita nella mia nudità.

Questo io posso solamente.

Ma Tu ami i poveri e così mi prendi,

per tua divina pietà.

               

 

Più che povera sono veramente:

io sono la miseria

in totale integrità.

Tu mi abbracci ugualmente

nell’infinita tua bontà

e mi dai un abito di luce……

E che cosa vorrai darmi,

Tu, che sei Luce?

Un abito di luce,

per vestire il mio niente.

Dinanzi a Te mi prostro

e Ti adoro umilmente,

nel tabernacolo del cuore

Ti custodisco con amore

e ti porto fra la gente.

 

 

 

Da cuore a Cuore

 

Se parlo al telefono con te, non ti vedo,

ma fermamente credo che ci sei,

perché tu mi rispondi.

Sembra inspiegabile mistero,

ma è stupendamente vero:

è un miracolo della scienza

e della cornetta è somma competenza.

Quando parlo al mio Diletto,

della cornetta l’assenza

è forse un difetto?

No, cambia solo il nome dell’oggetto.

Tra me e il mio Signore

il filo conduttore è il cuore

che arde dentro il mio petto:

è il cuore mio che parla al Cuore di Dio.

Ed Egli mi risponde.

 

Più dell’umana scienza

infallibile Sapienza,

somma Perfezione,

Causa prima di tutta la creazione,

o divino mistero che si chiama Amore

e con la voce dell’amore

parla al cuore!

Se non c’è altra interferenza

il prossimo ad amar t’insegna

con altrettanto amore

in sintonia e coerenza.

Tuona la sua Voce nel tuo cuore

e arriva nel profondo della coscienza.

Tu vivi ancora sulla terra,

ma in Paradiso ti sembra di abitare

perché Quella Voce t’insegna a perdonare

e sempre e soltanto

ad amare.

 

 

 

Non cercarLo lontano

 

Confessi i peccati di pensiero?

A un Dio lontano che sta lassù nel cielo?

Quando ogni buon uomo penitente

intende elevare a Dio i sentimenti,

volge lo sguardo al cielo e incontanente

immagina oltre la luna e oltre le stelle

l’alta maestà di Dio Onnipotente.

Egli con grande speranza pregare intende,

ma chissà poi se il buon Dio lo sente.

 

Quando gli astronauti arrivaron sulla luna,

obsoleta fu reputata ogni religiosa credenza

e sfatate le idee, ad una ad una,

di ogni divina trascendenza.

Ma se fossero stati credenti, anche di là,

volgendo lo sguardo al cielo per pregare,

scienziati di devoti sentimenti,

avrebbero ancor visto le stelle, sempre quelle,

ma la terra invece della luna.

 

Anche sulla terra quindi è cielo

e che Dio è lontano non è vero.

Egli è presente nell’aria che respiri

e, se hai fede, dentro di te Lo ammiri.

Non cercarLo lontano, oltre orizzonte:

Egli è dentro di te, ti segue e ti sente,

con giudizio infallibile e vero

conosce ogni tuo palpito e pensiero

e se Lo ami….l’Amore ti svelerà il mistero.

 

 

 

La civiltà dell’amore

 

A chi è abbiente

dare non costa niente

pertanto il metro dell’amore

non sta nel portafoglio,

straripante spesso

di deplorevole orgoglio,

ma nel cuore, perché

la vera carità è nel perdonare:

può perdonare solo

chi sa amare

e chi ama crede, perché

ha Dio nel cuore, Che

nutre l’anima

alla sorgente dell’Amore.

Il motore che conduce

l’anima a Dio

quindi è nel cuore

e Dio d’amore la infiamma.

Alla mente la luce arriva

di quella divina fiamma, la Fede,

per questo chi ama crede.

E la civiltà dell’amore

nasce dalla Fonte

donde scaturisce

ogni altro amore:

il cuore veicola la mente

e la dirige a Dio

costantemente.

Perché il mondo possa migliorare

bisogna avere quindi

Dio nel cuore, per sapere

amare e perdonare,

in che consiste la Fede.

Da ciò poi nasce

la civiltà dell’amore,

inestimabile dono

di chi nell’Amore crede.