Il Sacro Fuoco

 

 

Introduzione

 

 

L’amore è quella fiammella che c’è in ognuno di noi, di quel roveto ardente, nel quale si manifestava Dio a Mosè, quando conduceva il popolo eletto verso la terra promessa. Noi siamo a immagine e somiglianza di Dio nell’amore. Ma Dio è purissimo, quindi l’amore che rende l’essere umano simile a Dio è l’amore puro, quello che non desidera le persone e le cose sulla base dell’egoismo, perché quello non scaturisce dalla Luce, ma è la cenere del peccato. Quando sulla fiammella, che è dentro di noi, parte del Roveto Ardente, buttiamo la cenere del peccato, essa si spegne: non sentiamo più Dio in noi, ma prevale la parte bestiale e allora, sì, l’essere umano è simile alla scimmia, con la quale abbiamo in comune la facoltà sensitiva, non la virtù della Carità. Eppure sotto la cenere la fiammella cova e la coscienza ne prende atto quando per misericordia di Dio può sempre riaccendersi, grazie ai meriti del Salvatore crocifisso, che invoca “Padre, perdona.....”

L’uomo è in comunione, o meglio sa di essere in comunione, con Dio per Fede e la Fede si suol dire che è cieca, ma se Lo sentiamo e Lo viviamo in quella fiammella dell’Amore puro, Che è dentro di noi, diventa Luce e quanto più quella fiammella è alimentata dalla Grazia e splende, tanto più l’essere umano si distingue dalla bestia e partecipa di Dio : questa condizione dà beatitudine.

I Santi hanno vissuto da beati anche in questa vita, ancorché vissuta in una valle di lacrime, per la disposizione continua alla Grazia, che alimentava in loro quella fiammella dell’AMORE.

 

                                                                                                                                    

 

 

Il Sacro Fuoco

 

Dal tuo Cuore divino

una scintilla d’Amore

nel mio cuore hai innestato,

ma quanta cenere

io sopra vi ho buttato!

Sotto la cenere

il Sacro Fuoco ha covato

finchè il tuo Amore

col tuo sangue divino

da ogni scoria

il cuore mi ha purificato

e col sacrificio tuo

ogni peccato hai cancellato:

l’ardore dell’amore

ancora è divampato,

la fiamma ancor più viva

Tu hai risuscitato….

Ed or vorrei che il cuore mio,

nell’Osanna perenne,

dall’amore per Te fosse bruciato,

o mio Dio, eternamente

con la fiamma più ardente.

 

 

Alla luce di Dio

 

Dio è luce, irradia il cuore

e vi sboccia un fiore:la Carità….

splende nella mente e la illumina di Fede….

alla luce di Dio gioisce l’anima nella Speranza…..

Dio è luce che dà pace ai morti,

luce che guida il cammino dei viventi,

luce che beatifica i Santi.

La potenza della luce di Dio

è la fortezza dei Martiri.

L’onnipotenza della divina luce

di uomini ad altro intenti

ne fece Banditori di Verità

in tutti i continenti

e, al suo bagliore, quello che fu persecutore

divenne l’Apostolo delle genti.

Dio è luce che invita alla pace un peccatore,

se vede sulla croce

le braccia aperte del Signore

nell’abbraccio del perdono.

E, per i peccatori riluttanti,

il riverbero della luce di Dio è Maria,

che ai peccatori ostinati

indica la luce del Cielo,

la via dei Santi e, Stella del mattino,

li converte al giusto cammino:a quella Luce

che splende nell’Universo intero.

E, come il lume la farfalla,

la luce di Dio attira

chi nel peccato affonda….

E a quella Luce torna a galla.

 

 

 

Assetata di Luce

 

Notte stellata

affascinante e bruna

nell’intimo mio

non senti

l’eco serena

della tua pace,

e nemmeno tu

lontana luna

che tranquilla

inargenti la natura.

La quiete soave

e la frescura

e i profumi

che l’aria intorno effonde

non potranno bearmi

finchè io mi sento

esiliata e smarrita

come nel cuore d’una foresta

e desolata vaga nell’ombra

l’anima mia

assetata di Luce.

 

 

 

Pietà di me

 

E’ vero che Ti ho offeso col peccato,

ma il rimorso è più che penitenza:

nessuno più di me è tormentato

d’aver offeso la tua divina pazienza.

 

Con affetto tu mi hai creato,

dal Tuo cuore uscii con l’innocenza,

ma io con le cadute, col peccato,

ho ricambiato e con l’indifferenza.

 

E mentre Tu tanto mi hai amato,

coi miei peccati, o divina Clemenza,

a morte io Ti ho condannato

e ho aggiunto sofferenza a sofferenza.

 

Ho sprecato ogni sana propensione

correndo dietro a tante vanità

e ho barattato con falsa illusione

quel che mi desti a fin di santità.

 

Tu mi creasti e per me moristi in croce,

Tu mi salvasti con infinita carità,

mi facesti, nel cuore, sentire la Tua voce,

pentita, adoro la Tua divina bontà.

 

Pietà di me, Signore, pietà!

 

 

 

Nell’abbraccio universale

 

Vittima innocente

per la nostra redenzione

fra tante morti assai sofferte

scegliesti la crocifissione,

perché, a braccia aperte,

da quel patibolo di legno

potessi tutti abbracciare,

anche l’uomo più indegno

e, dopo agonia con spasimi atroci,             

di perdono e di pace

fu la tua ultima voce.

Nell’abbraccio universale

su ogni peccatore e su ogni male

l’amore di Dio vince e prevale:

dopo tre ore di orrenda agonia

inchiodato sulla croce,

misteriosa, amabile, divina Follia!

ancora e sempre ci vuole Egli abbracciare

dopo la sua resurrezione,

per sottrarci alla eterna perdizione….

E con le braccia aperte come sulla croce

il buon Gesù ogni anima aspetta,

perché ciascuna è la sua prediletta:

per ogni anima che cerca Dio

e torna al suo Diletto,

più che per mille giusti

si fa gran festa in Paradiso

al suo divino cospetto.

 

 

 

Giubilate nel Signore

 

Gloria a Dio suonano le campane

Gloria a Dio si leva dal creato

Gloria a Dio prorompe dal mio cuore…..

Tutto ti inneggia gloria, Divino Amore!

“Giubilate, voi tutti, retti di cuore”

Giubilate tutti, giubilate nel Signore!

E’ sua ogni gloria:

è il dator della vita

è fonte d’ogni bene

è misericordia

è pace

è carità infinita….

Giubilate nel Signore,

a Lui aprite e consacrate il cuore

inneggiando all’onnipotenza del suo Amore.

 

 

 

Un Angelo non amato

 

C’è un Angelo non amato

Che, nell’estremo istante,

accoglierà l’anima mia

e l’offrirà al giudizio di Dio.

Gli porterò un fardello di miseria.

Ma Lui, come fece col ladrone sulla croce,

mi riceverà pietoso

e in Paradiso mi darà un posto,

il più nascosto.

E l’anima mia,

della sobria ebbrezza di Dio inebriata

in eterno sarà beata:

ivi più non vedrò poveri

che con mano implorante

mi feriscono il cuore,

non più derelitti angariati

o uomini torturati,

bimbi innocenti maltrattati

o poveri vecchi abbandonati,

infelici non più liberi o ammalati,

ivi non più guerre

ed esseri umani trucidati…..

Grazie, sorella morte,

Angelo non amato,

che alle porte del Paradiso

mi avrai portato

alla fonte perenne dell’Amore

nella beatitudine di Dio,

nell’eterno gioire

della gioia universale,

dove si canta gloria all’Eterno

al di là d’ogni male.

 

 

 

La pace dell’anima

 

Io vedo la tua Luce, o Signore,

e me, qual piccolo insetto, Essa attrae….

Ma chi s’affanna nel buio

non può che brancolare….

Non ti vede e non ti cerca

perché ignora la tua Luce,

non ti può pregare

né chiedere perdono

e non ti sa amare:

gli manca la Grazia che a te conduce.

E altrove la pace cerca invano….

Ma Tu a chi, con grave danno,

lontano da te naviga,

con disperato affanno

nel pelago del male,

manda un raggio della tua Luce

perché trovi la via del bene

che, se pur nel dolore e nelle pene,

nella pace incontro a te essa conduce.

A viva voce ti chiedo:

tendi ad ogni profano,

o Signore pietoso la mano,

perché ognuno nella tua Luce

trovi con il perdono

la pace dell’anima,

ch’è quanto di più divino

ci sia nell’umano.

 

 

 

Pace

 

Con quattro lettere dell’alfabeto

in una parola sola:

P    come Perdono

A    come Amore

C    come Carità

E    come Eternità

è declinato il significato profondo

di ciò che occorre, per vivere,

da ogni male liberati,

già beati in questo mondo.

PACE però è solo una parola

se la si legge nel vocabolario

e non gratifica e nemmeno consola….

Ma chi la scrive sul proprio diario

come norma di vita

e meta quotidiana al di là del rancore,

dell’odio e dell’invidia,

che generano lutto e guerra,

pur vivendo ancora sulla terra

ma nell’amore, nel perdono e nella carità,

gode, come gli Angeli del Cielo,

la medesima, divina, gioiosa serenità,

che il preludio è dell’Eternità:

se si vive secondo il Vangelo,

la voce del male

finalmente tace

e allora…..

sì…..

trionferà la PACE.

 

 

 

Goccia del tuo sangue

 

Ogni anima, alla Grazia rinata

dalle tue vene,

è goccia del tuo sangue

e, sangue del tuo sangue,

al tuo Cuore appartiene.

L’anima mia fedele,

a Te unita in un solo corpo

nella quotidiana Comunione,

possa nel momento

dell’estrema esalazione,

dal divino Amore veicolata

in una medesima circolazione,

nel tuo Cuore fermarsi estasiata

e, nella gioia di un’eterna Comunione,

godere in eterno trasumanata…..

 

 

 

Quanto poco sei amato!

 

Contemplo un Dio straziato e oltraggiato,

venuto al mondo e crudelmente inchiodato,

per guidarci sulla via dell’amore,

da Creatore Buon Pastore diventato.

Non volle scettro dorato come vano orpello

e….pure al fido bastone,

della croce preferì il duro legno…..

E, da pastore divenuto agnello,

si offrì olocausto e, con grande patire,

crocifisso ci salvò dal peccato….

Gesù mio, nelle carni lacerato!

Da ogni colpa col tuo sangue

con amore ci hai lavato,

dai flagelli sfigurato

la dignità perduta ci hai ridato

e riscattati con la tua passione

col Divin Padre ci hai riconciliato.

Bontà infinita, quanto poco sei amato!

 

 

 

Prerogativa divina è l’infallibilità

 

A chi l’animo umano volesse mettere al vaglio

e, senza sbagliare, volesse giudicarlo

di certo non basterebbe lo scandaglio:

di un animo spregiudicato appurare la verità

è più difficile che dell’oceano misurare la profondità.

Soltanto Dio, che per essenza è Verità,

distingue quando non sia opportunismo

ma miseria umana anziché deprecabile malvagità.

Ardua è la diagnosi della iniquità:

spesso essa si maschera di necessità

o si cela sotto l’eufemismo

dell’umana fragilità…..e questo vale

per ogni condizione sia uno ateo

o professi una religione.

Se consideriamo il furto, e non per giudicarlo

fra i peccati il più brutto, perché ce n’è a iosa

anche per chi presume di non errare in alcuna cosa,

i furbi, di una certa cultura,

lo chiamano esproprio proletario e,

con non minor disinvoltura,

se lo fanno i governanti è manovra economica

e a tutti sembra norma canonica:

nessuno di costoro pertanto va in galera.

Ma chi per fame ha rubato un pomodoro o una mela

è ladro, merita la condanna:

per lui si prospetta la Geenna!

Chi giudica e mai s’è giudicato,

giustamente, da Dio è condannato:

ciascuno pensi con vera umiltà

alla propria anima e al proprio peccato.

Dio è Giustizia ed è Carità, a Lui spetta giudicare:

prerogativa divina è l’Infallibilità.

E….dalla Misericordia infinita mi sia perdonato,

anch’io non sono esente da tale peccato.

 

 

 

Sboccia la vita

 

Primavera olezza

nel radioso mattino….

Sboccia la vita

col vagito di un bambino….

Sul ramo gorgheggia allegro

un cardellino….

Sotto l’etereo manto

il Tutto ammira

nostalgico un vecchietto….

nel suo declino.

 

 

 

Musica

 

Talora capita

che l’anima sia adescata

da una musica falsa

maliarda e lusinghiera

che frastorna e porta fuori strada:

è musica che nell’inconscio riecheggia,

deprime e affanna

e la vita rende

vuota, strana e vana.

A volte l’anima si sente abbandonata

a volte invece da nemici circondata

e strenua è la lotta per non capitolare….

finchè s’accorge ahimè

che niente e nessuno la può salvare

dal baratro, in cui sta per sprofondare.

Ma quando le sembra

che non ci sia più nulla da fare

scorge una Luce….le indica la sua strada….

e torna indietro per la ritrovata via.

Affrancata da tremenda agonia,

libera si sente finalmente

dall’intimo tormento,

perché sa che può ricominciare.

Levato in alto lo sguardo

e con la guida sicura del pentimento

può ancora ritrovare

la pace che cercava, tanto cara,

a cui anelava nello smarrimento.

Aperti gli occhi a quella Luce

ode nell’anima una musica soave:

è musica che sublima

e non frastorna,

è musica divina e nuova

che nel profondo l’anima rinnova.

 

 

 

Rinnega te stesso

 

Diceva il pubblicano:

“Signore, non sono degno”

e, disdegnando il passato disegno,

torna, pentito al padre,

il figliol prodigo.

Anche sul Calvario

dall’alto del santo legno

riconosce il suo peccato

il buon ladrone.

Nell’attentato

di ogni tentazione

ognuno pensi

quanto Dio l’ha amato

e, dopo la confessione

del proprio peccato, gioisca

d’aver se stesso rinnegato.

Quando al Padre celeste,

nel ritrovato perdono,

con umile ardente voce

chiederà di renderlo degno

di realizzare, per sua grazia,

il divino disegno,

nell’accettare la divina volontà

sentirà nel suo cuore tanta pace,

o nel letto del suo patire

o in qualsiasi altra croce….

Di là, poi, alle braccia di Dio

il salto è assai veloce.

 

 

 

Alba di pace

 

Bianchi cirri nel cielo azzurro,

perle di rugiada nei campi verdi,

soave melodia del canoro

risveglio degli uccelli….

Alla musica divina dei gorgheggi,

che si diffonde per l’aere sereno,

fa eco di lontano l’abbaiar dei cani,

il chicchirichì del gallo

e il coccodè della gallina…

Giù dalla collina fino a valle

è tutta di suoni un’armonia…

All’agreste concorde sinfonia

trascende l’anima

nella pace dell’infinito.

 

 

 

L’amicizia e il tempo

 

L’amicizia sincera

ha le radici nel cuore

e solo quella

è amicizia vera.

Per le piante avviene

che in un periodo dell’anno

non più foglie né fiori

essi hanno…

Ma alla luce del sole

giunge poi il tempo che

risvegliate da primaveril tepore

dal cuor della terra

rigettano nuove foglie

e fiori dai variopinti colori…

Quando le radici sono nel cuore

niente muore,

ma tutto si rigenera

e tornano a sbocciare

con gli stessi profumi

altre gemme di nuovo splendore….

Anche dell’amicizia il fraterno amore,

se ha le radici nei cuori,

non ostante il passare del tempo,

si rigenera

come nuove foglie e nuovo fiori,

e con gli stessi profumi

di sempre….di ieri….

inalterati e veri…..

 

 

 

In un cespuglio di rose

 

Ero un verme che solo meritava

di essere da Te calpestato,

ma per salvare l’anima mia,

come ben vide Isaia,

Tu verme al posto mio diventato,

sfregiato e insanguinato,

col tuo sangue mi hai riscattato,

con mani pietose mi hai raccolto

e in un cespuglio di rose

con divina pietà mi hai adagiato

e attendevi che fosse quel verme

qualcosa di meglio diventato…

Ed ora, da Te purificato,

in farfalla quel verme mutato,

vola di fiore in fiore,

sempre più in alto,

attratto dall’Amore….

Esso spera di arrivare a Te, mio Signore,

e Tu paziente attendi….

Verrà il giorno, o divino Sole,

che la farfalla giungerà

al tuo Cuore e ti offrirà

il nettare che Tu aspetti,

Gesù, mio Redentore!

 

 

 

Dentro di te trovi Dio

 

Ti cercavo…Ma Tu non c’eri.

Eppure Ti sentivo….e mi chiamavi….

Era un cercare vano e disperato….

Affannosamente brancolavo

nel buio delle vanità, perché

scambiavo il Vero col falso del peccato

e invano Ti cercavo.                                                                                                     

La strada era piena di fumo….

E io brancolavo….

Chimere, fantasmi, miraggi….

Nel nulla inciampavo….

E Ti cercavo….

Eri dentro di me, ma il mio cuore era offuscato….

La strada era buia e c’era solo fumo….

Tanta era l’ansia, ma ogni ricerca vana.

E dov’io Ti cercavo non t’avrei mai trovato.

Il desiderio di Te era tanto,

ma la tua Luce soltanto

rischiara la via

che al Vero conduce.

Ecco che scompare la foschia….

E, come per incanto,

dentro di te trovi Dio

e con Lui la tua pace.

 

 

 

Aria di pace

 

Dalla sponda del fiume

si leva il nitrito di un cavallo

che forse intende salutare il giorno….

Si respira aria di pace intorno.

Poi il canto gioioso s’ode di un viandante

che il guardo gagliardo protende

e mira di sua giovane vita

luminosi orizzonti.

Tanta bellezza attorno a sé ammira

e con cuore lieto

gioioso continua il canto:

è inno alla pace….

è la lode a Dio

di un’anima inebriata di Luce….

 

 

 

Chi ti ha ucciso?

 

Nell’ammalato vedo Gesù

e Lo vedo nel perseguitato….

In ogni uomo che soffre vedo il Signore

e Lo vedo anche nel peccatore!

Sì, Gesù Cristo è in lui, Che,

morente sulla croce

dove l’ha inchiodato,

versa il suo sangue

per la sua redenzione.

Non posso condannare chi è nel peccato,

vanificando la divina passione:

debbo vedere in lui Gesù che langue

e per lui muore in croce con dolore….

Io devo pregare per la sua conversione

perché cessi Gesù di sanguinare….

E, avendolo ritrovato,

postolo sulle spalle,

lo possa nel suo Regno portare,

dove, d’ogni peccato purificato,

Lo possa in eterno glorificare.

E per un peccatore non convertito?

Forse dovrei dire “mea culpa”

perché non ho pregato e col mio patire

non ho fatto riparazione

per il suo peccato….

Perdona la mia grave omissione.

Se il Tuo sangue è stato invano versato

è perché il peccatore non ho aiutato

a scampare l’eterna perdizione

e non Ti sono stata accanto

nella tua passione,

mentre morivi per lui

per la sua redenzione.

Chi ti ha ucciso, o mio Dio?

Lui…..oppure io?

 

 

 

Sia ringraziato

 

Stavo al sicuro in un’oasi di pace

sul limitare dell’immenso mare.

Senza avvedermene,

passo dopo passo,

avanzo nelle acque tranquille

dell’infingardo mare.

Verso dove? Non so!

Pian pianino

l’acqua mi arriva alla gola

e ancora non so

che sto per affogare

ed eccomi sommersa…

La mente è oppressa

e non vedo più la Luce.

Così, nell’errore protesa,

a mia insaputa,

avevo abbandonato la proda sicura,

incosciente della rischiosa impresa….

Ma il mio Dio era nel mio cuore,

nonostante l’errore.

E ad un tratto, per Sua grazia,

dall’abisso mi ha sottratto

e, come chi dal coma

si è svegliato,

ho rivisto la Luce.

Sia ringraziato!

 

 

 

Nella perenne onda dell’Essere

 

Amore non chiuso nell’egoismo

Amore aperto nell’abbraccio universale

Amore che crea dal nulla

Amore eterno nell’immensità

Amore che redime e che perdona

Amore che purifica e rigenera

Amore Perfetto e Assoluto

Amore che supera ogni amore

Amore fonte dell’amore

Amore che distrugge il male

Amore che rinnova e ricrea

nella perenne onda dell’Essere….

Tu sei Iddio vivente, l’unico Dio

e Ti sento in me

e in Te mi annullo

in un oceano infinito

di Amore che santifica….

 

 

 

Il cielo nell’anima

 

Quando Ti offro contrito il cuor mio

nel commosso pentimento

del mio fragile, colpevole io,

di ogni ripudiata mia boria

l’eco a Te giunge nei Cieli

come inno devoto di gloria.

Mi accetto coi miei difetti umilmente

perché, è sorprendente, ma Tu

la perfezione non pretendi,

ti accontenti del desiderio di essa,

perché Tu solo sei la Perfezione

e nella mia profonda miseria

il desiderio di Perfezione

è desiderio di Te, è amore.

E allora, pur misera e dolente,

ti ringrazio di questo mio essere niente:

il niente che si riempie del tuo amore

nel profondo della coscienza

e Tu, con divina sapienza,

mi fai sentire il cielo nell’anima….

Perché all’umile lamento

della mia miseria

fa eco l’inno

della tua magnificenza

e dell’eterna tua gloria.

 

 

 

Resta con me

 

In tua assenza la vita è martirio:

simile del Purgatorio al gran patire,

fuoco che l’acqua non può affievolire….

febbre continua, tremendo delirio….

Per vie errate a Te volevo adire,

alla fine in me T’ho poi trovato.

Quel martirio con la Grazia Tu hai ammantato….

Resta con me, Signore, le mie pene a lenire!

Da Te non mi allontani mai il peccato,

sia perfino il respiro santo e pio

e con gioiosa umiltà sintonizzato,

sempre, alla santa volontà di Dio.

 

 

 

La tua Grazia trionfi

 

La tua luce mi guidi nelle avversità:

tutto ti debbo, mio Benefattore.

Tu sei il mio Creatore, il mio Signore,

tutto debbo alla tua immensa bontà.

 

Dal nulla mi hai creato e mi hai redento,

della famiglia mi hai dato il conforto,

da ogni pericolo e da ogni torto

mi proteggi e mi rendi il cuor contento.

 

Di tante grazie Tu mi hai fatto dono,

di una ancora Ti supplico, o Pietoso:

a tutti, Padre misericordioso,

concedi la grande grazia del perdono.

 

Al tuo cuore trafitto dalla lancia

attira i peccatori più incalliti,

affinché, divenuti umili e miti,

da quell’amore, che sempre tutto aggancia,

 

siano in eterno a Te uniti.

Possa incontrarli beati in Paradiso

con la tua luce splendente sul viso

finalmente d’ogni colpa pentiti!

 

I peccatori assisti tu, dappertutto,

ora e sempre, contro ogni male:

il peccato alla morte equivale,

ma la tua Grazia trionfi su tutto.

 

 

 

E la mia anima piange

 

 

Amo ciò ch’è santo e puro,

buono ed eterno….

C.iò che con l’anima mia

a Te, mio Dio, mi fa volare

io voglio sempre e soltanto amare.

La mia anima gode

in tua presenza

indicibile gioia profonda

e un senso di pace

divinamente la inonda.

Ma….nel concreto

c’è poi la zavorra della materia

che, per ancestrale, satanico decreto,

con cattivi pensieri, egoismi e vanità

nell’abisso mi sprofonda

e con mille e mille altre fragilità

arriva, o malefica onda!

la forza del male,

che la difesa infrange

della mia debole volontà.

La mia virtù affonda.

E la mia anima piange….

lontano da Te

 

 

 

Io sono la pecorella che belava

 

Io sono la pecorella che belava

cercando il suo Pastore….

Con amore anche Tu la cercavi….

E l’hai trovata.

Non lasciarmi ora più sola,

come quando belavo tra i rovi….

Fa che la mia mano protesa

la tua sempre pronta essa trovi.;

anzi, per maggior garanzia,

non lasciarmi più in balia

del maligno, pronto ad insidiare:

conducimi per la tua via,

verso la Luce!

Io sono la pecorella

che hai tanto cercato,

portami sulle tue spalle

or che mi hai ritrovato

e fa che mai t’abbandoni

e vada dove Tu mi conduci,

Tu che sei la Luce!

O, se Tu vuoi, fa ch’io diventi

Luce della tua Luce:

un cero ardente, che dalla tua Luce

anche agli altri

rischiari il cammino…

E il cero per Te si consumi

al fuoco

del tuo amore divino.

 

 

 

Con Te

 

Con Te, anche se in croce,

ogni cruccio, ogni affanno,

tutto, passa veloce

e la gioia certa del Paradiso

attendo serena col sorriso:

basta accettare la volontà del Signore

e il Paradiso lo sento già nel cuore….

Quanta pace, quanto amore,

quanta gioia anche nel dolore….

Per sentirmi in Te

come nel sole un fiore

che cosa non farei, o mio Signore!

 

 

 

Tu pregavi nell’orto

 

Tu pregavi nell’orto, divin Redentore,

e, puro e immacolato, ti accingevi

ad essere immolato, con amore,

per salvare ogni peccatore.

Eri solo, in preda allo sconforto,

col peso iniquo dei nostri peccati:

gli apostoli s’erano addormentati….

In cerca di aiuto eri Tu, sgomento,

e al tuo affanno e al tuo lamento,

faceva eco, pietoso, solo il vento….

Giuda intanto ordiva il tradimento….

O che momento, Gesù mio, fu quello!

Ogni stormir di foglia

ti annunziava un flagello.

Tu pregavi e sudavi, temevi, pativi….

nell’attesa di una morte atroce

che imminente ormai presagivi.

E in quell’ora tremenda, a Te vicina

alcuna voce amica non udivi….

La luna, gli ulivi e la notte argentata

ti portavano l’eco di un’azione spietata:

era l’urlo feroce di una masnada.

Quanto terrore nel tuo mite cuore

o dolce mio Signore e Salvatore!

Vinta dall’ira cieca e violenta,

tanta gente da Te beneficata,

accanita, contro Te innocente

si dirigeva rabbiosa e scalmanata.

In quella notte triste e crudele

sudasti sangue e trangugiasti fiele.

A qual supplizio ti abbiamo condannato

col nostro trasgredire, col nostro peccato….

Nell’orto, da tutti abbandonato,

solo eri e triste, con gran dolore,

afflitto e sconsolato, o mio Signore!

 

 

 

Grazie, Gesu

 

Con gran dolore Ti guardo sulla croce….

Come vorrei levare in alto la voce,

sempre più in alto con l’ardore del mio cuore

per farti da tutti amare, o mio Signore!

Facesti solo bene lungo la terrena via:

accolto fra le braccia di Maria

venisti al mondo innocente pargoletto,

perseguitato poi fosti, tradito e reietto….

Eri ubbidiente, buono e sottomesso,

ma morte atroce fu il dono a Te promesso….

Dopo avere insegnato all’umanità

la pace, l’amore, la verità….

la tua fine fu triste e precoce:

nudo moristi fra le braccia della croce….

Il Padre benigno nei cieli Ti accolse

e lo sguardo placato a noi rivolse.

Grazie, Gesù, vero uomo e vero Dio,

unisci al Cuore Tuo il cuore mio!

 

 

Vuole essere amato

 

Il Signore è la fonte dell’amore

e tanto poss’io amare soltanto

quanto d’amore m’infond’Egli nel cuore,

perché da Lui scaturisce l’Amore.

L’amore del cuor mio è fiamma viva

che arde per il mio Dio e

di questa fiamma il santo calore

riscalda i miei fratelli nel Signore

e anche il loro cuore

s’infiamma di Sacro Amore, 

fiamma ardente diventa

il cui calore è carità e comunione.

Solo Dio è sorgente dell’Amore.

L’Amore puro non vada indirizzato

verso gli idoli, in ciò ch’è peccato.

Resti sublime devozione

all’Artefice divino della creazione, che

con tutta l’anima vuole essere amato.

L’Amore puro non sia contaminato:

nasce dal Cuore di Dio,

non sia profanato.

Possa il mondo intero

da questo Sacro Fuoco

essere incendiato per Colui

che solo per essere da lui amato

l’essere umano ha per Sé creato.

 

 

 

Nell’eterna Verità

 

Nel creato tutto evolve e tutto muore:

dal piccolo insetto al fiore,

dall’uomo all’astro più vasto,

dal mare al firmamento

tutto nasce, evolve e muore

dopo millenni o in un solo momento.

E’ legge che nessuno può cambiare.

Beato chi l’accetta con fede!

Ma il superbo che non crede, ad onta di Dio,

Somma Sapienza, tenta affermare l’orgoglioso io

col meschino monopolio della scienza.

Per rendersi immortale la vecchiaia vuole debellare

e studia contro l’odiato male, che, volendo, può ritardare….

Ma chi la vecchiaia potrà mai evitare?

Passa con gli anni il brio, tramonta l’invidiata bellezza

ed è un mito illusorio l’eterna giovinezza:

sia esso umano o animale, solo

chi giovane muore evita d’invecchiare.

Ed il rimedio allora è peggior del male.

La morte è sempre in agguato e tutti ci attende

al varco….prima o poi scocca l’arco

e mai arriva gradita per chi

errata concezione ha della vita.

Il cielo e la terra passeranno,

dell’uomo non resterà un pelo,

ma la parola di Dio è eterna e solo chi vive

secondo il Vangelo, umiliando sua stolta sapienza,

troverà gioiosa immortalità nel mondo dell’eterna Verità.

Là di vecchiaia non c’è timore:

ivi eternamente vive beato chi, perdonato,

in pace con Dio muore di ogni presunzione graziato.

E trova in un mondo nuovo, dove tutto è trasfigurato,

quello che sulla terra non ha trovato

né mai troverà uno scienziato.

 

 

 

Io la cenere

 

Tu sei il Roveto Ardente,

luminosa Carità divina.

Io la cenere

che Tu risusciterai

nell’ultimo giorno.

Anzi, ogni volta che

dalla morte del peccato

mi fai risorgere a nuova vita:

come il baco trasformi in farfalla

così l’anima mia rinnovi

e io divento più bianca della neve

e luce della tua Luce,

o Misericordia infinita!

Tu sei il Roveto Ardente,

l’Amore che incenerisce il male,

sei l’Onnipotente

e tutto puoi vivificare;

l’Amore sei che la cenere

può risuscitare.